Articolo pubblicato Martedì 3 Gennaio 2012 su “il Resto del Carlino” riguardante la correlazione tra i metalli pesanti e la perdita dell’ udito.
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dicembre 30, 2011 in Documento, Metalli Pesanti, Studi Scientifici | Tags: Metalli Pesanti, mineral test, mineralogramma, piombo, udito | Lascia un commento
Commento: questo documento mette in risalto i possibili danni all’udito derivanti dai metalli pesanti. Anche quantità in traccia di piombo, mercurio, cadmio, arsenico e alluminio sono stati associati a diversi effetti avversi sulla salute. Numerosi studi passati hanno valutato la possibile associazione tra i metalli pesanti e la perdita dell’udito. Il Centers for Disease Control and Prevention (Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie americano) ha definito il livello massimo consentito di piombo nel sangue pari a 10 mg / dL per i bambini, ma ci sono prove che livelli molto più bassi possono essere associati a serie problematiche neurologiche e cognitive. È stato valutato che livelli di piombo nel sangue uguali o superiori a 2 mg / dL sono associati alla perdita di udito negli adolescenti degli Stati Uniti. Nel sangue, i livelli di piombo che rappresentano attualmente il limite di esposizione nei bambini, possono aumentare il rischio di perdere l’udito, quindi il livello accettabile di piombo nel sangue andrebbe rivalutato. I metalli tossici (piombo, mercurio, cadmio, arsenico e alluminio) anche al di sotto dei livelli massimi consentiti provocano comunque dei danni considerevoli. Questo dato indica che il metodo Mineral Test, mirato all’eliminazione dei metalli tossici ed al riequilibrio dei minerali fisiologicamente importanti, è una valido percorso da intraprendere per cercare di minimizzare le possibili problematiche derivanti dai metalli pesanti.
Abstract
Introduzione: la perdita dell’udito è comune e, nei soggetti giovani, può compromettere lo sviluppo sociale e il rendimento scolastico. L’esposizione ai metalli pesanti è stata proposta come un importante fattore di rischio per la perdita dell’udito.
Metodi: abbiamo valutato trasversalmente le associazioni tra i livelli di piombo e di mercurio nel sangue, del cadmio e dell’arsenico nelle urine e la perdita dell’udito determinato con esame audiometrico nei partecipanti di età compresa tra i 12 e i 19 nello studio National Health e Nutrition Examination condotto tra il 2005 e il 2008 dopo aver considerato la complessità dell’indagine. C’erano 2535 persone disponibili per l’analisi del piombo e del mercurio nel sangue, 878 per i livelli di cadmio nelle urine, e 875 per i livelli di arsenico urinario. È stato utilizzata la regressione logistica multivariata per calcolare l’odds ratio (OR, indice utilizzato per definire il rapporto di causa-effetto tra due fattori n.d.t.) e il 95% CI (intervallo di confidenza, stima di un parametro presente in un intervallo di valori plausibili per quel parametro n.d.t.).
Risultati: un livello di piombo nel sangue superiore o uguale a 2 mg / dL (per convertire in micromoli per litro, moltiplicare per 0,0483), rispetto ad un livello inferiore a 1 mg / dL è stata associato ad una maggiore probabilità di ipoacusia (OR, 2.22; 95% CI, 1,39-3,56). Gli individui nel più alto quartile dei livelli di cadmio nelle urine avevano una probabilità significativamente più alta di perdita dell’udito rispetto a quelli nel più basso quartile (OR, 3.08, 95% CI, 1,02-9,25). Non c’era alcuna associazione generale tra i quartili di mercurio nel sangue, i livelli di arsenico urinario e la perdita dell’udito.
Conclusione: i livelli di piombo nel sangue ben al di sotto del livello massimo raccomandato, sono associati ad un considerevole incremento della frequenza di perdita dell’udito.
Link all’articolo: http://www.reuters.com/article/2011/12/22/us-high-lead-hearing-loss-idUSTRE7BL1T720111222?feedType=nl&feedName=ushealth1100
Link al documento originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed?term=Heavy%20Metals%20Exposure%20and%20Hearing%20Loss%20in%20US%20Adolescents
dicembre 21, 2011 in Documento, Oligoelementi, Studi Scientifici | Tags: Alzheimer, mineral test, mineralogramma, Wilson, zinco | 1 commento
COMMENTO:
Questo documento evidenzia un nuovo approccio al trattamento della malattia di Alzheimer. Lo zinco, somministrato in dosi da 50 mg al giorno, a 10 pazienti, ha determinato un miglioramento della memoria, della comprensione, della comunicazione e dei rapporti sociali in 8 di loro. L’interruzione del trattamento ha persino provocato la regressione dei miglioramenti in tutti i pazienti. Il trattamento con zinco è efficace nelle intossicazioni da rame libero presente in grande quantità nella malattia di Alzheimer e nella malattia di Wilson. La grande presenza di rame è dovuta ad una alterazione del suo metabolismo ed è in grado di provocare le suddette patologie. Il rame in eccesso aumenta lo stress ossidativo, la produzione di radicali liberi e la degenerazione dei neuroni corticali. La terapia chelante è molto dannosa e pericolosa mentre la somministrazione di zinco non provoca effetti collaterali di grave entità. Tuttavia sono necessari ulteriori studi per portare alla luce nuovi dati sulle intossicazioni da rame e l’efficacia della somministrazione dello zinco nelle patologie di Alzheimer e di Wilson.
Queste nuove evidenze confermano la bontà della via intrapresa con il metodo Mineral Test. A nostro avviso la terapia ideale deve avere come obiettivo il riequilibrio tra gli oligoelementi che non si ottiene con la somministrazione di un singolo minerale ad alto dosaggio. Ciò è confermato da altre pubblicazioni, vedi
Tjaard U. Hoogenraad *
Dipartimento di Neurologia, Centro Medico Universitario, Utrecht, 3941 VD 20 Utrecht, Paesi Bassi
*Tjaard U. Hoogenraad: Email: tu.hoogenraad@planet.nl
Editore Accademico: Rosanna Squitti
Ricevuto 9 maggio 2011; Revisionato 16 Luglio 2011; Accettato 25 luglio 2011.
Abstract
Un importante passo avanti nel trattamento della malattia di Alzheimer con una svolta dall’irrazionale dannosa terapia chelante, ad una razionale e sicura terapia orale con zinco.
Scienza medica basata sull’evidenza: dopo aver sintetizzato i migliori risultati clinici disponibili, concludo che la terapia orale con zinco è una scelta coscienziosa per il trattamento della tossicosi da rame libero[1] nei singoli pazienti con malattia di Alzheimer.
Ipotesi 1: la tossicosi da rame libero connessa all’età è un fattore causale nella patogenesi della malattia di Alzheimer. Ci sono 2 malattie neurodegenerative con anomalie nel metabolismo del rame: (a) la forma giovanile con degenerazione nei gangli basali (malattia di Wilson) e (b) la forma connessa con l’età con neurodegenerazione corticale (malattia di Alzheimer).
Inizialmente l’ipotesi è stata che la neurodegenerazione fosse causata da accumulo di rame nel cervello ma più recenti esperienze con il trattamento della malattia di Wilson hanno portato alla convinzione che il rame libero nel plasma è una forma tossica di rame: catalizza la formazione di amiloide generando così stress ossidativo, radicali liberi e degenerazione di neuroni corticali.
Ipotesi 2: La terapia orale di zinco è un trattamento efficace e sicuro per la tossicosi da rame libero nella malattia di Alzheimer. Dosaggio proposto: 50 mg di zinco elementare al giorno. Precauzione: la terapia chelante è irrazionale e pericolosa nel trattamento di tossicosi da rame nella malattia di Alzheimer.
[1] Rame chimicamente legato, ma biodisponibile
Link al documento originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21949909
dicembre 7, 2011 in Documento, Post, Studi Scientifici | Tags: computer, danni al DNA, infertilità maschile, mineral test, mineralogramma, speratozoi, wi-fi | Lascia un commento
Commento:
questo recente documento conferma quello che già si sospettava. Dopo il prelievo di sperma da 29 persone sane di età compresa fra i 26 e i 45 anni, i campioni sono stati posti sotto la base di un computer portatile collegato ad internet tramite rete wireless. La temperatura è stata mantenuta costante a 25°C. Dopo sole 4 ore, gli spermatozoi hanno mostrato una riduzione notevole della motilità. Anche il DNA spermatico è risultato progressivamente danneggiato. Questi risultati indicano che il danno agli spermatozoi, non è dovuto all’aumento di temperatura che si verifica nei testicoli quando si poggia un computer portatile sopra le gambe, ma è dovuto alle onde elettromagnetiche emesse dal computer per la connessione ad internet. La riduzione della motilità e la frammentazione al DNA dello sperma può diminuire la fertilità maschile.
Abstract
OBIETTIVO:
Valutare gli effetti dei computer portatili collegati a reti locali senza fili (Wi-Fi) sugli spermatozoi umani.
TIPOLOGIA DI STUDIO:
Studio prospettico in vitro.
LOCAZIONE:
Centro per la medicina riproduttiva.
PAZIENTE (/I):
Campioni di sperma da 29 donatori sani.
INTERVENTO (/I):
Spermatozoi mobili sono stati selezionati per emersione. Ogni sospensione di sperma è stata divisa in due aliquote. Una aliquota (sperimentale) dello sperma di ogni paziente è stata esposta ad un computer portatile connesso a internet tramite Wi-Fi per 4 ore, mentre la seconda aliquota (sperma non esposto) è stata utilizzata come controllo, incubata in condizioni identiche senza essere esposta al computer.
MISURAZIONE DELL’ESITO:
Valutazione della motilità spermatica, la vitalità, e la frammentazione del DNA.
RISULTATO:
Campioni di sperma di donatore, per lo più normozoospermici (con un normale eiaculato – secondo i valori di riferimento), esposti ex vivo per 4 ore ad un portatile collegato a Internet tramite wireless ha mostrato una significativa riduzione della motilità degli spermatozoi ed un progressivo aumento della frammentazione del DNA spermatico. I livelli di spermatozoi morti non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi.
CONCLUSIONE:
Per quanto ne siamo a conoscenza, questo è il primo studio che valuti l’impatto diretto sull’utilizzo del computer portatile sugli spermatozoi umani. L’esposizione ex vivo degli spermatozoi umani ad un computer portatile connesso a internet tramite una rete wireless ha diminuito la motilità ed ha indotto la frammentazione del DNA tramite un effetto non termico. Ipotizziamo che tenere sulle ginocchia, vicino ai testicoli, un computer portatile collegato ad Internet in modalità wireless, possa risultare in una diminuita fertilità maschile. Ulteriori studi in vitro e in vivo sono necessari per dimostrare questa tesi.
Link al documento originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22112647
novembre 29, 2011 in Articoli di Giornali, Metalli Pesanti, Oligoelementi, Post | Tags: intossicazioni, Malattie, mineral test, Minerali, mineralogramma | Lascia un commento
Intervista di approfondimento della Wise Society al Dott. Gerardo Rossi
Link alla pagina originale: http://wisesociety.it/salute-e-benessere/le-patologie-che-possono-trarne-beneficio/
novembre 25, 2011 in Documento, Metalli Pesanti | Tags: amalgame, Joachim Mutter, mercurio, mineral test, mineralogramma, SCHENIR | 1 commento
Ripubblichiamo integralmente (già pubblicato in quattro diverse parti) la risposta del medico Joachim Mutter del Dipartimento di Medicina Ambientale e Integrativa di Costanza (Germania) alla relazione del comitato scientifico della Commissione Europea SCHENIR sulla pericolosità degli amalgami dentari.
Link al documento originale: http://www.occup-med.com/content/6/1/2
Abstract
E ‘stato ribadito dal Comitato Scientifico per le Emergenti e Nuove Identificazioni dei Rischi per la Salute (SCENIHR) in un rapporto alla Commissione UE che “….non esistono rischi di effetti avversi sistemici e l’uso corrente di amalgama dentale non comporta un rischio di malattia sistemica … “.
[disponibile su:http://ec.europa.eu/health/ph_risk/committees/04_scenihr/docs/scenihr_o_01
6.pdf]
SCENIHR ha ignorato la tossicità del mercurio e non ha preso in considerazione i più importanti studi scientifici nel suo rapporto.
Ma i dati reali scientifici dimostrano che:
(A) l’amalgama dentale è di gran lunga la fonte principale di mercurio totale nel corpo umano. Ciò è dimostrato da studi autoptici, che sono i più preziosi e importanti per la rilevazione del mercurio corporeo proveniente da amalgama, ed hanno trovato da 2 a 12 volte la maggiore presenza di mercurio nei tessuti del corpo degli individui con amalgama dentale.
(B) Questi studi autoptici hanno dimostrato che molti individui con amalgama hanno consistenti livelli tossici di mercurio nel cervello e nei reni.
(C) Non vi è alcuna correlazione tra i livelli di mercurio nel sangue o nelle urine e i livelli nei tessuti del corpo o la gravità dei sintomi clinici. SCENIHR ha preso in considerazione solo i livelli nelle urine o nel sangue.
(D) Il tempo di dimezzamento del mercurio nel cervello può durare da alcuni anni ad alcuni decenni, in tal modo il mercurio si accumula nel corpo a livelli tossici nel tempo di esposizione all’amalgama. Tuttavia, SCENIHR afferma che il tempo di dimezzamento del mercurio nel corpo è solo “20-90 giorni”.
(E) I vapori di mercurio sono circa dieci volte più tossici del piombo sui neuroni ed esplicano una sinergia tossica con altri metalli.
(F) La maggior parte degli studi citati da SCENIHR che concludono che le otturazioni con amalgama sono sicure hanno gravi lacune nella metodica di ricerca.
L’amalgama dentale è la principale fonte di mercurio nei tessuti umani.
Lo SCENIHR (Comitato Scientifico per le Emergenti e Nuove Identificazioni dei Rischi per la Salute) ha dichiarato alla Commissione Europea che [1]: “L’esposizione al mercurio è difficile da misurare. Le indicazioni per l’esposizione al mercurio sono quindi normalmente ottenute misurando i livelli di mercurio nelle urine e nel sangue degli individui”. SCENIHR non ha citato gli studi autoptici, che sono gli studi più affidabili per la valutazione dei livelli di mercurio nei tessuti. Approssimativamente i livelli di mercurio nel sangue e nelle urine sono da 2 a 5 volte maggiori negli individui con amalgama dentale, nonché un aumento da 2 a 12 volte in alcuni tessuti sono stato osservati in individui defunti con amalgama dentale [2-21]. Inoltre, gli studi sugli animali hanno confermato il fatto che l’amalgama dentale aumenta significativamente il mercurio nei tessuti [22-28]. Secondo questi studi, l’amalgama dentale è responsabile di almeno il 60-95% dei depositi di mercurio nei tessuti umani. Questo non è stato riconosciuto dallo SCENIHR.
Nessun composto organico del mercurio viene rilasciato dall’amalgama dentale? SCENIHR [1] afferma che “non ci sono prove che la biotrasformazione del mercurio derivante dalle amalgame avviene nel cavo orale in associazione con l’attività dei batteri “.
In contrasto con questa affermazione diversi studi hanno dimostrato che il mercurio (Hg) da amalgama si trasforma nei composti organici del mercurio per azione dei microrganismi nel tratto gastrointestinale umano [29-31]. Leistevuo et al. (2001) ha trovato un livello tre volte maggiore di metilmercurio nella saliva delle persone con
amalgama dentale rispetto ai soggetti senza amalgama, anche se la frequenza e il consumo di pesce erano identici in entrambi i gruppi. Il livelli di mercurio nella saliva
supera i limiti di questo metallo nelle acque di scarico nel 20% dei soggetti con amalgama [30]. La forma del metilmercurio derivante dall’amalgama dentale può essere molto più tossico (fino a 20 volte) rispetto alla forma di metilmercurio presente nel pesce (vedi sezione “tossicità del mercurio”).
Livelli tossici di mercurio in vitro e in vivo
Livelli di mercurio inorganico di 0,02 ng Hg / g (2Il di 0,1 IMolar Hg in 2 ml
di substrato) ha portato alla distruzione totale dei mircrotubuli intracellulari e alla degenerazione degli assoni [32]. In altri esperimenti, i livelli di mercurio inorganico di 36 ng Hg / g (0,18 IMol Hg) ha portato ad un aumento dello stress ossidativo come preambolo di ulteriori danni alle cellule [33,34]. L’inalazione dei vapori di mercurio alle dosi a cui sono esposti anche gli esseri umani con molte otturazioni di amalgama e l’azione della masticazione ha portato a cambiamenti patologici nel cervello degli animali dopo 14 giorni [35,36].
Nessun livello tossico di mercurio negli esseri umani proveniente dall’amalgama dentale?
In uno studio recente riguardante un’autopsia, si è constatato che gli individui con più di 12 otturazioni di amalgama hanno più di 10 volte i livelli di mercurio in diversi tessuti compreso il cervello, rispetto agli individui con solo 0-3 otturazioni di amalgama [11]. Il livello medio di mercurio nel cervello dei cittadini europei con più di 12 otturazioni in amalgama è di 300 ng Hg / g nel tessuto cerebrale [11], che è ben al di sopra dei livelli di mercurio dimostrati di essere tossici sui neuroni in vitro (0,02 -36 ng Hg / g) (vedi sopra). In un’altra autopsia, gli individui con più di 10 amalgame hanno 504 ng Hg /g nei loro tessuti renali (0-2 amalgame: 54 ng Hg / g) e 83,3 ng Hg / g nel fegato (0-2 amalgame: 17,68 ng Hg / g) [5]. I livelli di mercurio nelle ghiandole della tiroide e nell’ipofisi sono di 55 ng Hg / g e di 200 ng Hg / g, rispettivamente, e di nuovo, questi livelli sono correlati significativamente con il numero di otturazioni di amalgama [37]. Dato che i livelli riportati in questi studi sono nella media, una parte significativa degli individui con amalgame dentali hanno più del doppio (deviazione standard) di questi livelli tossici di mercurio nei loro tessuti corporei. È importante notare che i livelli di mercurio trovati nelle frazioni subcellulari come i microsomi, che sono compartimenti cellulari dei mitocondri, e altri, possono addirittura superare i livelli medi dei campioni di cervello analizzati in questi studi [38].
Livelli di mercurio tossico nella malattia di Alzheimer
Il carico medio di mercurio nei tessuti del cervello in individui con malattia di Alzheimer è stato di 20-178 ng Hg / g; in alcuni casi anche di 236-698 ng Hg / g. Nel 15% dei campioni di cervello umano il carico di mercurio è stato superiore a 100 ng Hg / g [39-41]. Il carico medio di mercurio nella ghiandola pituitaria era di 400 ng Hg / g [42]. Questi livelli sono ancora ben al di sopra dei livelli tossici stabiliti (vedi sopra).
Le alterazioni patologiche, causate dal mercurio, in molti cervelli di persone che vivono in Germania?
Circa il 20% degli individui nella fascia di età dei 20 anni, il 50% degli individui nella fascia di età dei 50 anni e il 90% delle persone nella fascia di età di 85 anni
che vivono in Germania, mostrano alterazioni patologiche nel cervello che sono tipici del morbo di Alzheimer [43] e della tossicità del mercurio. Queste alterazioni patologiche cerebrali sono causate da livelli molto bassi di mercurio negli esperimenti e da livelli più alti di altri metalli (come piombo, ferro, alluminio, rame, manganese, cromo, cadmio) [32,36] che sono simili alla percentuale di presenza dell’amalgama dentale impiantate negli esseri umani: circa l’80-90% delle persone che vivono in Germania hanno amalgami dentali da più decenni. Si deve notare che circa il 30-50% della popolazione tedesca di età superiore ai 85 anni ha la malattia di Alzheimer (AD) e ci sono molti indizi che fanno pensare che il mercurio svolge un ruolo di primo piano come patogenetico nell’AD [44].
L’amalgama materno come principale fonte di mercurio nei tessuti del neonato Le otturazioni di amalgame materne portano ad un aumento significativo dei livelli di mercurio nei tessuti del corpo del feto e del neonato compreso il cervello [6]. Inoltre, la placenta, il feto e il neonato, hanno un carico di mercurio correlato al numero di amalgame delle madri [6, 45-52]. I livelli di mercurio nel liquido amniotico [53] e nel latte materno [54-56] sono significativamente correlati con il numero di otturazioni di amalgame materne.
Mercurio nei tessuti dei bambini: aumento del rischio di sviluppo di disturbi neurologici?
Drasch et al. i livelli di mercurio trovati fino a 20 ng Hg / g nei tessuti del cervello degli infanti tedeschi, sono stati principalmente determinati da otturazioni dentali di amalgama delle loro madri [6]. Come descritto sopra, i livelli di mercurio di 0,02 ng Hg / g ha portato alla degenerazione del assoni [32]. Inoltre, i livelli di mercurio nel cervello dei neonati le cui madri erano portatori di amalgama dentale, sono sufficienti per inibire la funzione dell’importante enzima metionina sintetasi [57,58]. La metionina sintetasi è cruciale per la metilazione, un passaggio centrale per le più importanti reazioni metaboliche del corpo, compreso lo sviluppo del cervello, la
maturazione delle cellule nervose e la produzione di neurotrasmettitori. Le otturazioni delle amalgame materne possono anche aumentare in modo significativo i livelli di mercurio nel sangue del cordone ombelicale [59, 60]. Il rischio di ritardo dello sviluppo neurologico dei bambini è stato di 3,58 volte maggiore quando i livelli di mercurio nel sangue del cordone ombelicale sono stati superiori a 0,8 ng Hg / ml [61]. È importante notare che i livelli di mercurio di 0,2 – 5 ng Hg / ml nel sangue del cordone ombelicale sono considerati “normali” in Germania [62], lasciando così molti neonati con livelli di mercurio che possono causare deficit dello sviluppo neurologico.
Nessuna correlazione tra il mercurio nelle urine o nel sangue e quello nei tessuti del corpo.
Il rapporto SCENIHR si basa su studi che hanno misurato i livelli di mercurio nei biomarcatori come l’urina per la valutazione dei sintomi clinici e il carico corporeo di mercurio. Tuttavia, gli Stati WHO (1991) hanno detto che “il mercurio è caratterizzato da una “ritenzione” della tossicità e la maggior parte del mercurio assunto, nel corpo viene assorbito dai tessuti solidi. La quantità nelle urine, rappresenta il mercurio escreto. Tuttavia, la questione principale è come viene trattenuto nei diversi tessuti del corpo”.
È stato dimostrato negli esperimenti con gli animali e con gli uomini che, livelli normali o bassi di mercurio nel sangue, e alti livelli nei capelli e nelle urine, si trovano nei tessuti critici come il cervello e i reni [7, 13, 20, 22, 25, 28, 46, 63, 64]. Un recente studio su individui deceduti conferma che non esiste alcuna correlazione tra i livelli di mercurio inorganico nelle urine o nel sangue e i livelli di mercurio nei tessuti cerebrali [37]. Drasch e i co-autori hanno dimostrato che il 64% degli individui professionalmente esposti a vapori di mercurio e con tipici segni clinici di intossicazione da mercurio, avevano livelli di questo metallo nelle urine inferiore a 5 μg/l, che rappresenta il NOAEL, cioè il livello massimo a cui non si osservano effetti avversi. Gli stessi risultati sono stati trovati per i livelli di mercurio nel sangue e nei capelli [65-67].
Paradossale associazione tra i livelli di mercurio nelle urine e i sintomi clinici
Vi è anche una paradossale correlazione tra i livelli di mercurio nelle urine, sangue
o capelli e i sintomi clinici: i soggetti con più alti livelli di mercurio nelle urine
hanno mostrato migliori tassi di recupero da disturbi neuropsicologici dopo aver rimosso loro otturazioni di amalgama [68]. Anche i bambini con più alti livelli di mercurio nei capelli hanno mostrato risultati migliori nei test sullo sviluppo [69]. Un altro studio indica che, a dispetto di un’esposizione significativamente più alta di mercurio nelle madri, i bambini autistici avevano livelli di mercurio fino a 15 volte inferiori rispetto ai bambini sani [46]. Inoltre, minore è il livello di mercurio nei capelli dei bambini e più alta è la severità dell’autismo [46]. Nonostante il carico di mercurio sia superiore nel corpo, il gruppo “ipersensibilità all’amalgama” ha mostrato livelli leggermente più bassi di mercurio nella loro saliva, nel sangue e nelle urine [70]. Anche dopo l’uso con il chelante del mercurio DMPS, il gruppo “ipersensibilità all’amalgama” ha escreto solo 7,77 μg Hg attraverso le urine in 24 ore mentre i portatori sani di amalgama hanno escreto 12,69 μg Hg in 24 ore [70]. Inoltre, gli studi confermano che il rapporto di escrezione fecale di urina è di 12 a 1 [13]. Questo dimostra che la maggior via di escrezione del mercurio, tramite il sistema biliare, è la via fecale. La via urinaria rappresenta una via minore di escrezione, meno dell’8% di mercurio viene escreto. Inoltre, il mercurio delle urine è una misura del mercurio che viene escreto per via renale e non una misura del peso totale nel corpo di mercurio.
I livelli di sicurezza per il mercurio?
In considerazione dei dati di cui sopra, è impossibile determinare eventuali livelli di sicurezza al di sotto dei quali non si verificano effetti negativi [71]. SCENIHR ha utilizzato limiti di sicurezza che sono stati dedotti da studi con lavoratori professionalmente esposti al mercurio. Tuttavia, questi limiti non possono essere applicati ad individui con amalgame e devono essere valutati attentamente i seguenti punti:
a) Spesso, l’esposizione al mercurio dei lavoratori delle industrie che operano con i cloro-alcali è utilizzato per il confronto anche se l’esposizione simultanea ai cloruri
diminuisce notevolmente l’assorbimento di mercurio nei tessuti del corpo
degli animali del 50-100% [72].
b) I lavoratori esposti al mercurio rappresentano in genere un gruppo la cui esposizione al mercurio inizia solo con l’età adulta (per circa 8 ore al giorno, 5 giorni
settimana), mentre i portatori di amalgama possono essere esposti al mercurio nel grembo materno attraverso le otturazioni di amalgama della madre durante la loro infanzia e fino alla morte al ritmo di 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.
c) I lavoratori sono un gruppo selezionato sano, mentre le donne incinte, i neonati,
i bambini e le persone con malattie (come la sclerosi multipla, autoimmunità, cancro, malattie psichiatriche) non lavorano a causa delle norme di sicurezza industriali o per problemi di salute durante l’attività lavorativa.
d) Nonostante l’esposizione al mercurio al di sotto dei “limiti di sicurezza”, significativi effetti avversi sulla salute sono stati trovati nella maggior parte degli studi in lavoratori esposti professionalmente al mercurio, anche parecchi anni dopo che l’esposizione era cessata [73-81].
Emivita nell’organismo del mercurio.
SCENIHR afferma che il tempo di dimezzamento del mercurio nel corpo umano è di “20-90 giorni”. In particolare nel cervello, il mercurio ha un tempo di dimezzamento di più di 17 anni [63, 64, 82-87].
La tossicità del mercurio
SCENIHR non ha menzionato che la tossicità specifica dei vapori di mercurio proviene dalle otturazioni di amalgama dentale. Questo dovrebbe essere menzionato in una analisi del rischio: il mercurio ha dimostrato di essere 10 volte più tossico del piombo (Pb) in vitro [88 - 90]. Il mercurio è il più tossico elemento non radioattivo. I vapori di mercurio sono una delle forme più tossiche di mercurio insieme ad alcuni dei composti organici del mercurio. Questa tossicità straordinaria è anche determinata dalle seguenti proprietà:
a) Il mercurio è l’unico metallo che rappresenta un gas volatile a temperatura ambiente temperatura, che viene prontamente assorbito (80%) da parte del sistema respiratorio.
b) I vapori di mercurio da amalgama penetrano nei tessuti con grande facilità, a causa della sua configurazione monopolare atomica.
c) Una volta all’interno delle cellule, i vapori di mercurio sono ossidati a Hg 2+, la forma molto tossica del mercurio si lega covalentemente ai gruppi tiolo delle proteine
inibendo la loro attività biologica.
d) Hg 2+ è più tossico del Pb 2+, del Cadmio (Cd 2+) e di altri metalli perché ha una maggiore affinità a causa della sua capacità di formare “legami covalenti” con i gruppi tiolici (cisteine di proteine), provocando la loro inibizione irreversibile. Altri metalli formano legami reversibili con le proteine e sono quindi meno tossici.
e) Hg 2+ non si lega abbastanza fortemente con i gruppi carbossilato di acidi organici naturali (chelanti naturali come il citrato) e la sua tossicità può essere impedita.
f) Gli agenti chelanti come l’EDTA, che normalmente inibiscono l’effetto tossico dei
metalli pesanti come il piombo, non hanno alcun effetto inibitorio sulla tossicità del
mercurio e addirittura essa può aumentare [91, 92]. Altri agenti chelanti (DMPS
e DMSA) inibiscono l’effetto tossico del Cd 2+ e del Pb 2+, ma non del Hg 2+ [93].
DMPS, DMSA o chelanti naturali come la vitamina C, il glutatione o l’acido alfalipoico non sono in grado di rimuovere il mercurio dai tessuti nervosi [94].
Il DMPS o il DMSA possono anche aumentare l’attività inibitoria del Hg 2+ e del Cd 2+ sugli enzimi, ma non del Pb 2+ [95]. Inoltre, il DMPS negli animali ha portato
ad un aumento delle concentrazioni di mercurio nel midollo spinale [96]. La tossicità del metilmercurio, rivolta alla cisteina nei pesci, sembra essere di gran lunga inferiore (approssimativamente un ventesimo) dei composti di metilmercurio di solito utilizzati negli esperimenti [97]. Inoltre, i pesci marini rappresentano una significativa fonte di selenio, omega-3 e acidi grassi essenziali, che sono noti per la loro efficacia protettiva contro tossicità del mercurio. Tuttavia, il cloruro di etilmercurio, che si è rivelato più tossico del metilmercurio nel pesce, ha mostrato meno neurotossicità per la crescita del sistema nervoso in vivo rispetto ai vapori di mercurio [98]. Le indagini da Drasch et al. mostrano correlazioni simili: la popolazione di una zona in cui è presente una miniera d’oro, che è stato esposto ai vapori di mercurio, ha mostrato in modo significativo sintomi neurologici di intossicazione di mercurio mentre un gruppo di controllo, che principalmente è stato esposto al metilmercurio proveniente dal consumo di pesce, aveva livelli di mercurio nei capelli e nel plasma superiori rispetto agli individui esposti ai vapori di mercurio [65, 66]. Un altro studio evidenzia anche una minore neurotossicità del metilmercurio del pesce rispetto a fonti iatrogene di mercurio (amalgama e thimerosal) [46]; non è stata evidenziata nessuna correlazione tra il consumo di pesce delle madri incinte e il rischio di autismo per i loro feti. In sintesi, il vapore di mercurio proveniente dall’amalgama dentale o il metilmercurio derivato dall’ amalgama nel tratto gastrointestinale non ha reagito con nulla e possiede il pieno potenziale tossico. D’altra parte, il metilmercurio nel pesce ha già reagito con le proteine del pesce e altre molecole o atomi di protezione nei tessuti del pesce come il glutatione e il selenio. Inoltre, studi recenti confermano che la maggior parte degli individui con otturazioni in amalgama dentale sono esposti a livelli tossici di mercurio [99, 100].
Tossicità sinergica del mercurio con il piombo (Pb)
Alcuni scienziati cercano di sostenere che i risultati ottenuti da test animali o cellulari sono sovrastimati e non paragonabili alla situazione del corpo umano. Tuttavia, a differenza dei test sugli animali negli esperimenti, gli esseri umani sono esposti a
molte altre tossine contemporaneamente, quindi gli effetti si sommano o sono addirittura sinergici [101, 102]. Per esempio, è stato dimostrato che la combinazione
di una dose letale (DL) di mercurio all’1% insieme ad una DL di piombo provoca la morte di tutti gli animali, quindi la corrispondente equazione tossicologica sarebbe: DL (Hg) + DL (Pb) = DL 100 [101]. In questo contesto, occorre considerare che gli esseri umani più moderni hanno più mercurio e quantità di piombo tra le 10 e le 1000 volte superiore rispetto all’uomo primitivo [103-107]. In altri esperimenti, l’aggiunta dell’ idrossido di alluminio (spesso nei vaccini), antibiotici, thimerosal (a volte nei vaccini) e testosterone ha aumentato la tossicità del mercurio [108, 109]. La tossicità sinergica del testosterone spiega il fatto che molti più maschi rispetto alle femmine soffrono di autismo o di sclerosi laterale amiotrofica.
Nessun effetto negativo dall’amalgama dentale?
Afferma SCENIHR che “è generalmente riconosciuto che un aumento del rischio di effetti sistemici avversi esiste” e “non consideriamo che l’attuale utilizzo di protesi dentarie amalgama comporti un rischio di sviluppare una malattia sistemica“ e “….alcuni effetti avversi sono occasionalmente presenti a causa delle otturazioni con amalgama dentale, ma l’incidenza è bassa e i casi possono essere gestiti facilmente”. SCENIHR ha trascurato numerosi studi scientifici che evidenziano significativi effetti negativi sulla salute da amalgama dentale.
Citotossicità dell’amalgama rispetto ai compositi
SCENIHR ha confrontato la tossicità dell’amalgama con i materiali compositi. Tuttavia, nella maggior parte degli esperimenti, anche per il mercurio inorganico, che è molto meno tossico dei vapori di mercurio (dato che il mercurio inorganico non è in grado di penetrare facilmente all’interno delle cellule), è stata dimostrata la sua tossicità molto maggiore di qualsiasi materiale composito: il mercurio ha dimostrato di essere dalle 100 alle 800 volte più tossico dei componenti in composito per le cellule umane [110-114].
Genotossicità, stress ossidativo e cancro
Le otturazioni in amalgama dentale sono state identificate come la causa dei danni al DNA umano nelle cellule del sangue. [115]. Anche bassi livelli di mercurio inorganico provocano danni significativi al DNA nelle cellule dei tessuti umani e dei linfociti [116]. Questo effetto, che può innescare il cancro, è stato trovato a livelli di mercurio inferiori a quelli che normalmente causano citotossicità e la morte cellulare. Inoltre, le aberrazioni dei cromosomi avvengono per azione dell’amalgama nelle colture cellulari [117]. Portatori di amalgama mostrano significativo aumento dello stress ossidativo nella saliva [118, 119] e nel sangue [120, 121]. L’aumento dello stress ossidativo è correlato con il numero di otturazioni di amalgama. I livelli di mercurio normalmente osservati nei tessuti delle persone fisiche con le otturazioni di amalgama portano ad un aumento dello stress ossidativo ed alla riduzione dei livelli di glutatione, inducendo danno cellulare [33, 34]. Livelli di mercurio significativamente elevati, sono stati osservati anche nei tessuti cancerosi della mammella [122]. Il mercurio depositato nel tessuto era in gran parte legato al selenio, il che significa che questo selenio non era più disponibile per il corpo. Pertanto, le amalgame possono aggravare una carenza latente di selenio, soprattutto nei paesi dove l’assunzione di selenio risulta essere subottimale (ad esempio in Europa centrale) [123124].
La resistenza agli antibiotici
È stato dimostrato che il mercurio delle amalgame dentali può indurre mercurio resistenza nei batteri [125-127]. Questo porta ad una generale antibiotico resistenza dei batteri orali e in altre sedi [127]; questo è particolarmente vero quando i geni della antibiotico resistenza sono contenuti all’interno dello stesso operone della resistenza al mercurio [128, 129]. La resistenza al mercurio è comune nei batteri presenti nel cavo orale umano [130, 131]. Le scimmie con amalgama dentale hanno mostrato un aumento di batteri antibiotico-resistenti nelle feci [127, 132].
Penetrazione dell’amalgama nei denti e nelle ossa della mascella
Gli esperimenti sulle scimmie e sulle pecore hanno dimostrato che il mercurio delle amalgame penetra con facilità nelle radici della dentina e nell’osso della mascella [25, 26]. Questo fatto è stato dimostrato anche per gli esseri umani [133] come conferma di una alternativa via di esposizione al mercurio causata dall’amalgama.
Pelle
Esiste una correlazione tra l’eczema atopico e i livelli di IgE e il livello di mercurio [134]. Le otturazioni con amalgama possono indurre reazioni lichenoidi [135-139]. In più del 90% dei casi, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, non importa se un patch test per le allergie è stato positivo o meno. Anche la granulomatosi è migliorata [140]. Inoltre, altre forme di dermatite sembrano essere correlate alle amalgame dentali [141, 142].
Malattie autoimmuni e ipersensibilità da mercurio
La costante esposizione a basse dosi di mercurio, comune nei portatori di amalgama, è stata considerata una possibile causa di alcune malattie autoimmuni, come ad esempio la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico (LES) [135, 143-152]. Questi effetti si verificano con l’esposizione al di sotto dei limiti di sicurezza del mercurio [153]. Recenti ricerche hanno dimostrato che il mercurio e l’etilmercurio hanno la capacità di inibire il primo passo (fagocitosi) della risposta immunitaria innata e acquisita negli esseri umani a livelli molto bassi [154]. Questo dimostra che l’esposizione al mercurio molto al di sotto dell’esposizione media, attraverso l’ amalgama, può causare la distruzione del sistema immunitario a tutte le età.
Solo “rari casi provati di reazioni allergiche”?
SCENIHR accetta come unica prova di reazioni allergiche all’amalgama, un patch test cutaneo che risulti positivo. Tuttavia, è stato dimostrato che in più del 90% dei casi con reazioni delle mucose, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, senza considerare la positività o meno del patch test cutaneo [137, 139, 140]. Pertanto la rilevanza dei patch test cutanei nella rilevazione della sensibilità o della allergia al mercurio impiantato nella cavità orale senza alcun contatto epicutaneo, sono stati messi seriamente in dubbio [155]. I risultati con un altro sistema di test validato rivelano che ci sono più dei soli “rari casi” che riportano i problemi immunologici da amalgama [148, 150, 152, 156-162]. Ci può anche essere una correlazione tra eczema atopico, i livelli di IgE e il carico corporeo di mercurio, che non è rilevato per mezzo del patch test cutaneo[134]. Il mercurio da amalgama dentale delle madri è una delle principali fonti di mercurio nei tessuti del feto e del neonato e gli eczemi atopici postnatale scompaiono dopo la disintossicazione dal mercurio nei bambini [163].
Malattie del cuore
Il mercurio può causare ipertensione e infarto del miocardio [164]. Un significativo accumulo di mercurio (22.000 volte superiore rispetto ai controlli) è stato
trovato nei tessuti del cuore con una forma di insufficienza cardiaca [165].
Sistema urinario
SCENIHR ha citato solo una revisione effettuata da un dentista e pubblicata in una
rivista specializzata per dentisti [166], così come 5-7 anni di studi su bambini inizialmente sani, svolti principalmente da dentisti, per rafforzare la loro tesi che “non ci sono prove che le otturazioni dentali in amalgama possano influenzare negativamente la funzione renale negli esseri umani “. Tuttavia, ci sono molti altri studi che suggeriscono piuttosto l’opposto: negli esperimenti sugli animali, è stata osservata una compromissione della funzionalità renale a causa dell’amalgama [23, 146, 167]. Gli esseri umani con le otturazioni in amalgama mostrano maggiori segni di danno tubulare e glomerulare rispetto agli individui senza amalgami dentali [15]. Gli studi sulle amalgame nei bambini hanno evidenziato i primi segni di danno renale (microalbuminuria) [168], anche dopo soli 5 anni di esposizione all’amalgama.
La malattia di Alzheimer (AD)
SCENIHR ha messo in discussione che il mercurio possa contribuire allo sviluppo della malattia di Alzheimer (AD). Come prova di questa affermazione hanno citato un solo studio [41] pubblicato nella rivista leader nel mondo American Dental Association (ADA) [102]. Al contrario, altri studi hanno dimostrato che il mercurio svolge un ruolo patogenetico importante nell’AD [108, 109, 169, 170]. Una nuova analisi sistematica della letteratura sul ruolo del mercurio nell’AD ha trovato una associazione significativa [124].
Malattia di Parkinson (PD)
I metalli pesanti sono stati a lungo sospettati di essere una causa della malattia di Parkinson, con diversi studi che hanno dimostrato questa relazione, compresi gli studi epidemiologici [171-180]. Il mercurio elementare ha indotto la malattia di Parkinson (PD) [175], e in un caso, lo stato della PD è sostanzialmente migliorato dopo il trattamento con un chelante del mercurio [173] ed è rimasto invariato nel corso dei 5 anni seguenti [173]. In un altro studio, elevati livelli significativi di mercurio nel sangue sono state trovati in 13 dei 14 pazienti con la malattia di Parkinson rispetto ai controlli sani [172]. Questo supporta la conclusione di un precedente studio che ha trovato una correlazione tra i livelli di mercurio nel sangue e PD [176]. Un altro studio ha trovato livelli più elevati di mercurio nei pazienti con amalgama e con la malattia di Parkinson rispetto ai controlli sani [179].
Effetti negativi sulla salute del personale dentistico?
SCENIHR afferma che “l’incidenza delle segnalazioni di effetti avversi (nel personale dentistico) è molto basso “. Una semplice ricerca della letteratura rivela esattamente il contrario: i dentisti che lavorano con le amalgame hanno una maggiore esposizione al mercurio [17, 181, 182]. Nella maggior parte degli studi disponibili, l’esposizione al mercurio nelle cliniche dentistiche ha portato effetti avversi significativi sulla salute nel personale dentistico [183-198]. In alcuni studi, l’esito clinico non era correlato con i livelli di mercurio nelle urine o nel sangue e alcuni autori erroneamente hanno concluso che il mercurio non era quindi la causa del effetti negativi. In ogni caso questo non è un dato scientifico in quanto i livelli di mercurio nelle urine e nel sangue non sono correlati con i livelli nei tessuti (vedi sopra). Lindbohm et al. (2007) trovato un duplice aumento del rischio di aborto spontaneo attraverso l’esposizione professionale al mercurio (OR 2,0, IC 95% 1,0 – 4,1). L’effetto dell’esposizione al mercurio è stato più forte rispetto all’esposizione a composti acrilati, disinfettanti o solventi organici [199]. Anche 30 anni dopo la cessazione dell’esposizione al mercurio, il personale dentistico ha mostrato significativi effetti negativi sulla salute [200]. Nonostante il fatto che l’85% degli odontoiatri e degli odontotecnici testati hanno mostrato effetti tossici da mercurio correlati sia al comportamento che ai parametri fisiologici, e il 15% ha mostrato che il mercurio ha prodotto deficit neurologici indotti con il polimorfismo del gene CPOX4 [186, 188, 201], SCENIHR ancora sostiene che le amalgame non causano nessun problema significativo di salute nel personale dentistico, perché i livelli nelle urine e nel sangue sono al di sotto dei “limiti di sicurezza”.
Infertilità
SCENIHR ha dichiarato che “non c’è alcuna associazione tra le amalgame e la fertilità sia maschile che femminile o alle problematiche ginecologiche”. Come prova di questa affermazione, SCENIHR citato solo uno studio, che prende in esame solo i parametri dello sperma negli uomini. Tuttavia, altri studi puntano nella direzione opposta, soprattutto quando si esaminano le donne: il personale dentistico femminile esposto ad amalgama ha mostrato un più alto tasso di infertilità [198]. Le donne con otturazioni in amalgama al mercurio, hanno livelli aumentati nelle urine (dopo la mobilitazione con DMPS) con una maggiore incidenza di infertilità [202-204]. La disintossicazione da metalli pesanti ha portato a gravidanze spontanee in una parte considerevole dei pazienti infertili [203]. L’esposizione al mercurio può anche portare alla diminuzione della fertilità maschile [205-207]. Uno studio norvegese che è spesso citato come prova che l’esposizione al mercurio nelle cliniche dentali non provocano infertilità soffre di difetti metodologici, in quanto solo le donne che avevano già dato alla luce almeno un figlio sono state prese in considerazione. Le donne senza bambini sono stati esclusi. Tale studio non può certo rispondere alla domanda se lavorare con l’amalgama porta alla sterilità o meno. Inoltre, il tempo di esposizione all’amalgama non è stato calcolato e quindi non è stato incluso come covariata nello studio.
La sclerosi multipla (SM)
Un incremento di 7,5 volte del livello di mercurio è stato trovato nel liquido cerebrospinale (CSF) dei pazienti con Sclerosi Multipla (SM) [208]. Sarebbe difficile ipotizzare che la presenza di questo aumento nel liquido cerebrospinale non potrebbe almeno aggravare i problemi associati con la SM o altre malattie neurologiche. La prevalenza della sclerosi multipla ha dimostrato di essere correlato con la prevalenza della carie [209, 210] e la prevalenza di amalgama [211, 212]. Diverse SM epidemiche si sono verificate dopo esposizione acuta a vapori di mercurio o piombo [213]. In modelli animali inorganici, il mercurio ha causato una perdita di cellule di Schwann che costruiscono la guaina mielinica e stabilizzano gli assoni dei neuroni [214]. La patogenesi autoimmune, tra cui gli anticorpi contro la proteina basica della mielina (MBP), può essere provocata dal mercurio e da altri metalli pesanti [148]. I pazienti con la sclerosi multipla che avevano rimosso le amalgame mostravano meno depressione, aggressività, eventi psicotici e atteggiamenti compulsivi rispetto ad un gruppo di pazienti con sclerosi multipla con le otturazioni in amalgama [215]. Loro inoltre avevano livelli significativamente più bassi di mercurio nel sangue [216]. Dopo la rimozione dell’amalgama, le bande oligoclonali patologiche nel liquido cerebrospinale sono scomparse nei pazienti con SM [217]. La rimozione dell’amalgama dentale ha portato ad un recupero in una significativa percentuale di pazienti affetti da SM [147]. Uno studio retrospettivo su 20.000 militari ha rivelato un rischio significativamente più alto per la SM in individui con otturazioni in amalgama [218]. Questo rischio è stato sottovalutato in quanto lo studio, in cui sono stati selezionati degli individui per mezzo di visita medica, comprendeva esclusivamente persone in buona salute al momento dell’arruolamento nelle forze armate [218]. Un altro problema che si verificano in alcuni studi è l’assenza di documentazione relativa allo stato dentale prima o al momento della comparsa della sclerosi multipla. A dispetto di queste limitazioni [219] una rianalisi ha trovato un rischio 3,9 volte maggiore per la sclerosi multipla in soggetti con amalgama rispetto agli individui senza amalgama. Una recente revisione sistematica ha trovato anche un aumento del rischio per la SM causata dall’amalgama dentale, nonostante il fatto che la maggior parte degli studi non abbiano preso in considerazione i campioni per il controllo senza amalgame [220].
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
SCENIHR afferma che “non ci sono prove di una relazione tra la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e il mercurio “. In contrasto con la dichiarazione di SCENIHR, ci sono molti studi che suggeriscono che il mercurio può giocare un ruolo patogenetico nella SLA: i vapori di mercurio vengono assorbiti dai moto-neuroni [221] e questo che porta ad un aumento dello stress ossidativo. Negli esperimenti, i vapori di mercurio sono stai identificati come promotori delle patologie dei motoneuroni come la SLA [222-226]. È stato provato che il mercurio aumenta la tossicità del glutammato nei neuroni, che è uno dei fattori determinanti nella SLA. Gli studi riportati mostrano una correlazione tra l’esposizione accidentale al mercurio e la SLA [227, 228]. C’è un caso segnalato di una donna svedese con più di 34 otturazioni in amalgama che soffriva di sclerosi laterale amiotrofica. Dopo la rimozione di queste otturazioni si riprese [229]. Uno studio retrospettivo ha riportato una associazione statisticamente significativa tra l’aumento del numero di otturazioni con amalgama e il rischio di malattie dei motoneuroni [218].
“Malattie da amalgama” e i marcatori della sensibilità
I sintomi più frequentemente riportati a causa delle otturazioni con amalgama sono:
stanchezza cronica, mal di testa, emicrania, aumento della suscettibilità alle infezioni, dolori muscolari, mancanza di concentrazione, disturbi della digestione, disturbi del sonno, bassa capacità di memoria, dolori articolari, depressione, disturbi al cuore, disregolazione del sistema vegetativo, disturbi dell’umore e molti altri [161, 215, 216, 230-234]. Fino a poco tempo fa non era possibile distinguere tra le persone “amalgama-sensibili” e “amalgama-resistenti” dai loro livelli di mercurio nel sangue o nelle urine o da test epicutanei (patch test) [9, 21]. Tuttavia, è possibile dimostrare che alcuni soggetti, con disturbi psicosomatici, potrebbero reagire a un patch test con il mercurio, sebbene non ci sia alcuna reazione allergica della pelle [235]. Inoltre i granulociti neutrofili nei soggetti sensibili all’amalgama, reagiscono in modo diverso rispetto a quelli nei soggetti “amalgama-resistenti” [236] e sono anche state trovate differenti attività della superossido dismutasi [237].
Aumento della suscettibilità al mercurio e all’amalgama
SCENIHR non ha preso in considerazione nessun parametro sul quale stabilire una percentuale significativa della popolazione più sensibile al mercurio da amalgama dentale:
a) Porfirine anomale a causa dell’esposizione al mercurio:
è noto che l’esposizione al mercurio porta ad una aberrazione delle porfirine nelle urine nel personale dentistico [238] e nei bambini autistici, questa aberrazione può essere invertita in questi bambini con un chelante del mercurio [239-241].
Un polimorfismo genetico della coproporfirina ossidasi (CPOX4) [188, 201] porta ad un aumento della suscettibilità al mercurio e quindi ad un elevato rischio per i disturbi neurocomportamentali [242]. Il problema critico è l’effetto dell’esposizione ai vapori di mercurio sulle porfirine del cervello dal momento che una aberrazione dell’eme cerebrale è stata associata a all’impossibilità di rimuovere le proteine beta-amiloidi dalle cellule cerebrali, che a sua volta possono portare al morbo di Alzheimer [243]. Va sottolineato che l’eme e le sue porfirine trasportatrici sono fondamentali per diversi meccanismi biochimici: (1) l’eme è il cofattore di trasporto dell’ossigeno per l’emoglobina, (2) l’eme è un cofattore essenziale per la classe degli enzimi P450 che sono responsabili della detossificazione del corpo dagli xenobiotici, (3) l’eme è un cofattore necessario per uno dei complessi del sistema di trasporto degli elettroni nei mitocondri e quindi della sintesi dell’ATP. Pertanto, l’inibizione della produzione dell’eme da parte del mercurio, potrebbe avere un gran numero di effetti secondari che possono causare disturbi e malattie. Nonostante il fatto che l’85% dei dentisti e degli odontotecnici esaminati hanno mostrato tossicità del mercurio legato sia al comportamento sia nei parametri fisiologici e il 15% ha mostrato che l’aumento di mercurio ha indotto deficit neurologico con polimorfismo del gene del CPOX4, l’Organizzazione degli Odontoiatri e lo SCENIHR ancora sostengono che le amalgame non causano alcun problema medico significativo, perché le urine ed i livelli nel sangue sono inferiori ai limiti di sicurezza.
b) Fattore derivato neurotrofico cerebrale:
un altro polimorfismo genetico del fattore derivato neurotrofico cerebrale (BNDF)
aumenta anche la suscettibilità a livelli di esposizione molto bassi al mercurio [186, 187].
c) Diversità della Apolipoproteina E:
potrebbe essere dimostrato che le persone sensibili all’amalgama sono significativamente più predisposti ad essere portatori dell’allele E4 della apolipoproteina (APO-E4) rispetto ai controlli che hanno meno predisposti ad essere portatori dell’APO-E2 [231, 234]. APO-E4 è conosciuto per essere il principale fattore di rischio genetico per la malattia di Alzheimer, mentre APO-E2 ne diminuisce il rischio. È stato postulato che ciò è dovuto alla differenza nella capacità di rimuovere i metalli pesanti dal fluido cerebrospinale [44, 92, 102, 124, 231, 234, 244]. APO-E2 possiede due cisteine con il metallo legante i gruppi sulfidrilici mentre APO-E4 non ha residui di cisteina.
d) Il metabolismo del glutatione:
il glutatione ridotto (GSH) è il principale chelante naturale per i metalli pesanti nel
corpo a causa dei suoi gruppi sulfidrilici contenenti cisteina. Solo il mercurio, che è legato al glutatione (o al selenio), è in grado di essere escreto dal corpo attraverso le urine o le vie biliari. Così, un elevato livello di glutatione è di fondamentale importanza per il metabolismo del mercurio. È stato descritto che i polimorfismi nei geni porta alla compromissione della produzione di GSH che è la causa maggiore di ritenzione del mercurio inorganico e organico nel corpo. Altri fattori che possono aumentare la suscettibilità al mercurio a basse dosi di esposizione sono per esempio bassi livelli di selenio, la reazione anomala dei granulociti neutrofili, l’attività della superossido dismutasi, la compromissione dei percorsi di metilazione del recettore D4-positivo metionina sintetasi e la metionina transulfurasi (circa il 15% della popolazione), comporta una diminuzione degli agenti di protezione al mercurio, come la S-adenil-metionina, la cisteina, il GSH e le metallotioneine [44, 245-247].
Miglioramento dopo la rimozione dell’amalgama
Un significativo miglioramento della salute e delle malattie di cui sopra (compresi
la sclerosi multipla e le altre malattie autoimmuni) sono stati riportati dopo la rimozione dell’amalgama (nella maggior parte degli studi con elaborate misure di protezione per ridurre al minimo l’esposizione al mercurio) [68, 147, 149, 150, 159, 161, 217, 230, 233, 234, 248, 249, 250, 251].
Nessun disturbo dello sviluppo neurologico causato dal mercurio?
SCENIHR ha affermato che “non ci sono prove di una relazione causale tra amalgama dentale e autismo” e “… che nessun legame è stato ancora stabilito tra i vaccini, il thimerosal e l’autismo “. Tuttavia altri autori giungono a conclusioni opposte: “… l’esposizione al mercurio altera il numero e la divisione cellulare; questi effetti sono stati postulati come le modalità d’azione per gli effetti avversi osservati nello sviluppo neuronale. Le potenziali implicazioni di tali osservazioni sono evidenti nella ricerca che evidenzia che l’alterata proliferazione cellulare e gli effetti neuropatologici sono stati collegati con specifici deficit neurocomportamentali (per esempio, l’autismo).” [252] Cheuk e Wong (2006) nei pazienti con diagnosi di deficit di attenzione da iperattività e Desoto e Hitlan (2007) nei pazienti con diagnosi di disturbi autistici hanno osservato un innalzamento significativo dei livelli di mercurio nel sangue rispetto ai controlli [253, 254]. Adams et al. (2007) ha osservato significativi aumenti dei livelli di mercurio nei denti da latte nei bambini con disturbi autistici rispetto ai controlli [255]. Il mercurio nei denti da latte rispecchia l’esposizione al mercurio in utero. Recenti studi patologici del cervello hanno rivelato aumenti dei livelli di mercurio e stress ossidativo associati al mercurio nei pazienti con diagnosi di autismo [256-258]. Il livello di mercurio nelle urine dei bambini autistici ha mostrato un incremento da 3 a 5 volte dopo adeguato trattamento, con il chelatore del mercurio DMSA rispetto ai bambini sani [259]. I bambini autistici espellono concentrazioni più alte di coproporfirine che sono specifiche per l’intossicazione da mercurio [239, 240, 260, 261]. La disintossicazione del mercurio con DMSA normalizza i livelli di coproporfirina anormale nei bambini autistici [239240] con un miglioramento dei sintomi [262]. Inoltre, studi sperimentali epidemiologici, indicano che l’esposizione al mercurio è responsabile dell’autismo o ad un peggioramento della malattia. L’esposizione prenatale all’amalgama materna [46, 263], thimerosal materno [46, 264] e post-natale (mercurio dai vaccini per il bambino) con una sensibilità genetica, possono innescare l’autismo. Negli esperimenti sugli animali, la vaccinazione con il thimerosal ha portato alla comparsa di sintomi simili all’autismo [265]. Gli studi epidemiologici confermano una significativa associazione tra basse dosi di esposizione al mercurio e disturbi dello sviluppo neurologico [61, 266-271]. I bambini autistici mostrano bassi livelli del chelante naturale del mercurio, il glutatione [272], ed è noto che il mercurio è in grado di causare questo fenomeno [273]. In alcuni studi preliminari con la terapia chelante, sono stati evidenziati un aumento dei sintomi [263]. L’Istituto di Ricerca per l’Autismo indica la chelazione come terapeutico più efficace tra gli 88 farmaci per le terapie e tra 53 medicamenti [274]. Zahir et al. (2005) sostiene che l’introduzione del mercurio”… per l’uomo l’esposizione aumenta attraverso molteplici vie: aria, acqua, alimenti, cosmetici e vaccini. I feti e i neonati sono più sensibili alla tossicità del mercurio. Le madri che seguono una dieta contenente mercurio, passano questo metallo tossico al feto e ai bambini attraverso il latte materno. La riduzione delle prestazioni delle funzioni motorie e della memoria è stata segnalata tra i bambini esposti a livelli presumibilmente sicuri di mercurio [...]. Il mercurio è un agente eziologico in vari tipi di disturbi, tra cui quelli neurologici, nefrologici, immunologici, cardiaci, motori, riproduttivi e anche genetici. Recentemente, la tossicità mediata dal mercurio, è stata collegata a malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, l’Autismo, il lupus, la sclerosi laterale amiotrofica, ecc. “[275]. Alcuni studi che non hanno trovato associazioni tra l’esposizione al mercurio e l’autismo hanno gravi difetti nella metodologia operativa [245].
Gravi difetti nella metodologia operativa negli studi citati da SCENIHR come una prova della sicurezza dell’amalgama dentale
Al fine di studiare gli effetti tossici, è necessario confrontare almeno due campioni:
quello che è stato esposto alla sostanza in questione e quello che non lo è stato. Uno
dei problemi principali nella maggior parte degli studi sull’amalgama è che la stragrande maggioranza non incorpora un vero gruppo di controllo che non sia mai stato esposto ad amalgama dentale. Anche quando si confrontano i campioni con e senza le otturazioni dentali, i campioni senza otturazioni dentali sono stati esposti all’amalgama dentale in precedenza nell’arco della vita. Gli studi citati frequentemente non solo da SCENIHR come prova della presunta innocuità dell’amalgama non prendono in considerazione i gruppi di controllo effettivamente privi di amalgame. Vi è un esempio lampante: lo studio di gemelli svedesi [276] in realtà comparano solo 57 coppie e non 587 come indicato dagli autori e da molte istituzioni governative. L’età media del campione era di 66 anni, il 25% non aveva i denti al momento di indagine, molti avevano denti mancanti ed un numero sconosciuto aveva corone costruite con altri materiali dentali. Le otturazioni con amalgame di radici e sotto le corone non sono state prese in considerazione. In qualità di presunto gruppo “non-amalgama”, essi sono stati confrontati con persone che ancora avevano i denti con otturazioni in amalgama. Gli autori hanno scoperto che gli individui con più otturazioni in amalgama (che significa anche più denti naturali) avevano uno stato di salute migliore. È lecito supporre che gli individui con pochi denti o nessuno, o con denti che sono stati restaurati con corone o con ponti, avevano probabilmente avuto amalgame dentali in precedenza. Visto che il mercurio si accumula nei tessuti del corpo, il “gruppo senza amalgama” potrebbe avere un più alto carico corporeo di mercurio rispetto al “gruppo amalgama” che presenta otturazioni in amalgama. SCENIHR anche citato Zimmer et al. (2002) come prova della sicurezza dell’amalgama. Ma questo studio ha confrontato due gruppi esposti ad amalgama (tutte femmine; un gruppo di pazienti che affermavano di essere affetto da sintomi legati alle loro otturazioni di amalgama e l’altro gruppo che non ha riportato alcuna associazione tra i loro sintomi e le loro amalgama) in termini di livelli di mercurio nei fluidi corporei e test psicometrici. Il numero medio di otturazioni in amalgama è stata identica in entrambi i gruppi. Hanno trovato i livelli di mercurio pari in entrambi i gruppi di amalgame. Zimmer et al. (p. 210) conclude: “quindi, il mercurio rilasciato dalle otturazioni in amalgama non è una causa probabile dei sintomi riportati dai soggetti sensibili alle amalgame “[21]. Non è chiaro perché questi autori vengono a tale conclusione. Inoltre è noto da esperimenti su animali di studi farmacologici, che gli individui a cui viene somministrata la stessa quantità di una tossina può reagire in maniera diversa. Un esempio di questo è che non tutti i fumatori sviluppa il cancro al polmone, anche se il fumo è ormai accettato come una delle cause principali del cancro.
“Prove sulle amalgame dei bambini”
SCENIHR ha basato le sue dichiarazioni sulla sicurezza dell’amalgama dentale anche su due test sulle amalgame nei bambini. Questi studi mostrano gravi difetti nella metodica: nei due studi randomizzati sui bambini è stato valutato se il mercurio contenuto nell’amalgama aveva effetti negativi neuropsicologici o renali [277, 278]. Sono stati presi in considerazione casualmente i bambini con una ricostruzione della superficie del dente sia con amalgama che con materiale composito. Due bambini nel gruppo amalgama sono morti (uno probabilmente si è suicidato) e sono stati esclusi dallo studio. I calcoli binomiali (evento avverso contro nessun caso) indica che la malattia psichica, che ha la prevalenza del 6,7% nei bambini che hanno il materiale composito, dovrebbe avere avuto una prevalenza di minimo 14,5% nel gruppo amalgame con un 80% di possibilità di essere confermato statisticamente (la percentuale osservata è stata del 9,0%). Allo stesso modo per le malattie neurologiche, le prevalenze osservate nel gruppo del composito (0,4% composito, 1,5% amalgama) avrebbero avuto bisogno di almeno una prevalenza del 4,5% nel gruppo amalgama per essere significative. Dagli autori si è concluso che “non vi è alcun motivo per interrompere l’uso delle amalgame al mercurio “[277] e che” l’amalgama dentale [...] emette piccole quantità di vapori di mercurio “[278]. La prima conclusione è un classico errore: a causa della sua mancanza di potere, lo studio fornisce falsa rassicurazione che il mercurio è sicuro. Per valutare effettivamente la portata dell’effetto evidenziato, lo studio sarebbe dovuto essere molto più grande (1500-2500 / gruppo). Il profilo della porfirina urinaria e i marcatori dello stress ossidativo, che sono elevati negli individui con amalgama dentale [19, 119], non sono stati misurati. Inoltre, il polimorfismo genetico, che aumenta la suscettibilità al mercurio, come il polimorfismo del BDNF [186, 188] e il polimorfismo genetico del glutatione-S-transferasi [279] non sono state misurate. Inoltre, il livello di esposizione reale al mercurio (vapori di mercurio emessi nella cavità orale) non sono stati determinati, il che solleva domande circa l’eticità di tale studio. La ricerca ha dimostrato che l’emissione dei vapori di mercurio sono molto più alti di quelli stimati dai dentisti. Chew et al. (1991) ha dimostrato che 43,5 microgrammi/cm2/die di mercurio è rilasciato da “amalgame senza rilascio di mercurio” e questo dato è rimasto costante nel periodo di studio di 2 anni [280]. I livelli medi di mercurio nelle urine erano significativamente più alti nei gruppi con amalgame [277, 278], anche se in un periodo di tempo di 3 – 7 anni, i livelli di mercurio nelle urine dei portatori di amalgama diminuirono continuamente fino ad avvicinarsi ai livelli dei bambini non portatori di amalgama [278]. Ma il trattamento di restauro dell’amalgama, risalente a 6 – 7 anni prima avrebbe dovuto aumentare o almeno mantenere i livelli di mercurio nelle urine. Questo fatto ha bisogno di una spiegazione. Nello studio Chew [280], la quantità di mercurio rilasciato è stato costante per 2 anni (la durata dello studio). È noto che l’amalgama rilascia vapori di mercurio entro 7 anni. Perché c’è stata una caduta dei livelli dopo 2 anni? I livelli di mercurio nell’urina sono una misura della quantità di mercurio che viene escreto attraverso questa via. Pertanto, dopo due anni di esposizione al mercurio la via di escrezione renale del mercurio sembra essere sempre meno efficace. Ciò è coerente con il fatto ben noto che l’aumento dell’esposizione al mercurio inibisce la secrezione stessa. È stato pubblicato e verificato che oltre il 90% del mercurio espulso dagli esseri umani, è rilasciato attraverso il sistema di trasporto biliare del fegato ed è escreto con le feci e non nelle urine [13]. La conclusione di Bellinger et al. [277] “non c’è ragione di interrompere l’uso di amalgama di mercurio” è sorprendente, perché per evidenziare eventuali effetti indesiderati potrebbero essere necessari più di cinque anni di esposizione al mercurio. Se il mercurio è coinvolto nella patogenesi della malattia di Alzheimer, per essere diagnosticata clinicamente la malattia, potrebbe essere necessario fino a 50 anni [44]. Uno dei criteri presi in considerazione nei due studi è stata la “non interferenza nelle condizioni di salute”, che comprende anche i disturbi dello sviluppo neurologico. Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) di Atlanta (USA) riporta che 1 su 6 bambini americani hanno un disturbo dello sviluppo neurologico. Tuttavia, i documenti menzionati concludono che le amalgame deve rimanere una valida opzione clinica nella chirurgia odontoiatrica per il restauro delle amalgame [278] e non ha escluso lo studio sui bambini con disturbi dello sviluppo neurologico. Come l’esposizione al mercurio durante la gravidanza può essere la prima causa di disturbi dello sviluppo neurologico [46, 61, 245], questa conclusione sulle amalgame nei bambini è pericolosa per l’opinione pubblica.
Amalgama come inquinamento da mercurio
C’è stato un allarmante incremento di mercurio nel nostro ambiente [281] e nelle persone [282] negli ultimi decenni. Le relazioni dell’UNEP parlano di un incremento dalle 3 alle 5 volte [281]. Nell’Unione Europea (UE) l’impiego totale delle amalgame ammonta a 120 tonnellate annue. I dentisti sono al 2° posto come i più grandi utilizzatori in Europa [283, 284]. Recenti calcoli fatti da Hylander [284, 285] hanno mostrato che ci sono 40 tonnellate di mercurio nei denti con amalgama dentale nelle persone svedesi e risulta un’escrezione di 100 kg di mercurio all’anno nelle acque reflue. Da 1300 a 2200 tonnellate di mercurio nelle amalgame dentali sono presenti nei denti dei cittadini dell’UE (27 paesi) [284], e per gli Stati Uniti sono circa 1000 tonnellate. Negli Stati Uniti, l’amalgama dentale è la terza fonte ambientale più significativa di mercurio [286]. A differenza dell’UE, lo smaltimento dell’amalgama rimossa non è separata dalle acque reflue nelle cliniche odontoiatriche negli Stati Uniti. Ma anche nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, i separatori in uso portano a delle fughe di amalgame dentali nell’ambiente [284]. Questo mercurio delle amalgame (cioè le emissioni di mercurio dalle cliniche dentali nelle acque reflue, le emissioni di mercurio escreto dall’amalgama negli individui viventi, le emissioni di mercurio dai tessuti delle persone decedute e dagli esseri umani cremati con amalgame dentali) viene immesso nell’ambiente. L’amalgama è inoltre il materiale più costoso, come dimostrato da Hylander e Godsite [283].
Il ruolo delle organizzazioni degli odontoiatri nello SCENIHR e nella difesa dell’amalgama
Il gruppo SCENIHR è composto da un ingegnere (presidente), quattro dentisti, un tossicologo e due veterinari. Il presidente è in stretto contatti con gli organi industriali. Non sono stati inclusi nel gruppo gli esperti in medicina e nella medicina ambientale. Ci si deve chiedere perché fosse il dentista a rappresentare la voce più forte in capitolo nello SCENIHR. Con la loro formazione ed esperienza clinica, i dentisti non sono in grado di giudicare da un punto di vista medico gli effetti sistemici collaterali causati dall’amalgama dentale, dalla sclerosi multipla, dall’autismo, dalle malattie autoimmuni, dal morbo di Alzheimer, dalle malattie psichiatriche ecc. L’uso dell’amalgama dentale sta aumentando in tutto il mondo (la crescente epidemia di carie nei paesi non sviluppati, costituisce la percentuale più alta nella popolazione mondiale). Oggi, le organizzazioni dei dentisti sono il solo gruppo di operatori sanitari che approva l’uso di un prodotto che è costituito principalmente dal mercurio. Ogni brevetto che riguarda l’amalgama è stato prodotto in accordo con le specifiche delle organizzazioni dei dentisti [287, 288]. Questo può effettivamente essere un punto critico, perché le organizzazioni dei dentisti, che da sempre supportano l’uso di protesi dentarie con amalgame, sono responsabili degli effetti collaterali [287, 288]. Pertanto, le strategie delle organizzazioni odontoiatre utilizzano per influenzare la scienza e la politica nel corso degli negli ultimi decenni [287-290], può essere analogo ad altri temi dove sono ben noti gli esistenti conflitti di interesse e dove sono state applicate le misure più efficaci per influenzare la scienza e la politica riguardo i prodotti pericolosi [291-295].
Bibliografia
(In Portugese with English abstract)
(1998):
[Epub ahead of print]
novembre 21, 2011 in Metalli Pesanti, Monitoraggio | Tags: civitanova marche, macerata, Metalli Tossici, mineral test, mineralogramma, regione marche | 4 commenti
Articolo pubblicato Giovedì 17 Novembre su “il Resto del Carlino”
La Mineral Test ha eseguito una ulteriore ricerca sulla popolazione marchigiana. Sono stati rilevati alti livelli di metalli pesanti nel comune di Civitanova Marche e nella provincia di Macerata. Nelle restanti provincie la situazione è migliore ma non di molto. Tuttavia nel complesso la regione Marche è tra le regioni italiane quella con i livelli più bassi di metalli pesanti.
novembre 15, 2011 in Documento, Metalli Pesanti | Tags: amalgame, Joachim Mutter, mercurio, mineral test, mineralogramma, SCHENIR | Lascia un commento
Quarta ed ultima parte
Nessun disturbo dello sviluppo neurologico causato dal mercurio? SCENIHR ha affermato che “non ci sono prove di una relazione causale tra amalgama dentale e autismo” e “… che nessun legame è stato ancora stabilito tra i vaccini, il thimerosal e l’autismo “. Tuttavia altri autori giungono a conclusioni opposte: “… l’esposizione al mercurio altera il numero e la divisione cellulare; questi effetti sono stati postulati come le modalità d’azione per gli effetti avversi osservati nello sviluppo neuronale. Le potenziali implicazioni di tali osservazioni sono evidenti nella ricerca che evidenzia che l’alterata proliferazione cellulare e gli effetti neuropatologici sono stati collegati con specifici deficit neurocomportamentali (per esempio, l’autismo).” [252] Cheuk e Wong (2006) nei pazienti con diagnosi di deficit di attenzione da iperattività e Desoto e Hitlan (2007) nei pazienti con diagnosi di disturbi autistici hanno osservato un innalzamento significativo dei livelli di mercurio nel sangue rispetto ai controlli [253, 254]. Adams et al. (2007) ha osservato significativi aumenti dei livelli di mercurio nei denti da latte nei bambini con disturbi autistici rispetto ai controlli [255]. Il mercurio nei denti da latte rispecchia l’esposizione al mercurio in utero. Recenti studi patologici del cervello hanno rivelato aumenti dei livelli di mercurio e stress ossidativo associati al mercurio nei pazienti con diagnosi di autismo [256-258]. Il livello di mercurio nelle urine dei bambini autistici ha mostrato un incremento da 3 a 5 volte dopo adeguato trattamento, con il chelatore del mercurio DMSA rispetto ai bambini sani [259]. I bambini autistici espellono concentrazioni più alte di coproporfirine che sono specifiche per l’intossicazione da mercurio [239, 240, 260, 261]. La disintossicazione del mercurio con DMSA normalizza i livelli di coproporfirina anormale nei bambini autistici [239240] con un miglioramento dei sintomi [262]. Inoltre, studi sperimentali epidemiologici, indicano che l’esposizione al mercurio è responsabile dell’autismo o ad un peggioramento della malattia. L’esposizione prenatale all’amalgama materna [46, 263], thimerosal materno [46, 264] e post-natale (mercurio dai vaccini per il bambino) con una sensibilità genetica, possono innescare l’autismo. Negli esperimenti sugli animali, la vaccinazione con il thimerosal ha portato alla comparsa di sintomi simili all’autismo [265]. Gli studi epidemiologici confermano una significativa associazione tra basse dosi di esposizione al mercurio e disturbi dello sviluppo neurologico [61, 266-271]. I bambini autistici mostrano bassi livelli del chelante naturale del mercurio, il glutatione [272], ed è noto che il mercurio è in grado di causare questo fenomeno [273]. In alcuni studi preliminari con la terapia chelante, sono stati evidenziati un aumento dei sintomi [263]. L’Istituto di Ricerca per l’Autismo indica la chelazione come terapeutico più efficace tra gli 88 farmaci per le terapie e tra 53 medicamenti [274]. Zahir et al. (2005) sostiene che l’introduzione del mercurio”… per l’uomo l’esposizione aumenta attraverso molteplici vie: aria, acqua, alimenti, cosmetici e vaccini. I feti e i neonati sono più sensibili alla tossicità del mercurio. Le madri che seguono una dieta contenente mercurio, passano questo metallo tossico al feto e ai bambini attraverso il latte materno. La riduzione delle prestazioni delle funzioni motorie e della memoria è stata segnalata tra i bambini esposti a livelli presumibilmente sicuri di mercurio [...]. Il mercurio è un agente eziologico in vari tipi di disturbi, tra cui quelli neurologici, nefrologici, immunologici, cardiaci, motori, riproduttivi e anche genetici. Recentemente, la tossicità mediata dal mercurio, è stata collegata a malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, l’Autismo, il lupus, la sclerosi laterale amiotrofica, ecc. “[275]. Alcuni studi che non hanno trovato associazioni tra l’esposizione al mercurio e l’autismo hanno gravi difetti nella metodologia operativa [245].
Gravi difetti nella metodologia operativa negli studi citati da SCENIHR come una prova della sicurezza dell’amalgama dentale
Al fine di studiare gli effetti tossici, è necessario confrontare almeno due campioni: quello che è stato esposto alla sostanza in questione e quello che non lo è stato. Uno dei problemi principali nella maggior parte degli studi sull’amalgama è che la stragrande maggioranza non incorpora un vero gruppo di controllo che non sia mai stato esposto ad amalgama dentale. Anche quando si confrontano i campioni con e senza le otturazioni dentali, i campioni senza otturazioni dentali sono stati esposti all’amalgama dentale in precedenza nell’arco della vita. Gli studi citati frequentemente non solo da SCENIHR come prova della presunta innocuità dell’amalgama non prendono in considerazione i gruppi di controllo effettivamente privi di amalgame. Vi è un esempio lampante: lo studio di gemelli svedesi [276] in realtà comparano solo 57 coppie e non 587 come indicato dagli autori e da molte istituzioni governative. L’età media del campione era di 66 anni, il 25% non aveva i denti al momento di indagine, molti avevano denti mancanti ed un numero sconosciuto aveva corone costruite con altri materiali dentali. Le otturazioni con amalgame di radici e sotto le corone non sono state prese in considerazione. In qualità di presunto gruppo “non-amalgama”, essi sono stati confrontati con persone che ancora avevano i denti con otturazioni in amalgama. Gli autori hanno scoperto che gli individui con più otturazioni in amalgama (che significa anche più denti naturali) avevano uno stato di salute migliore. È lecito supporre che gli individui con pochi denti o nessuno, o con denti che sono stati restaurati con corone o con ponti, avevano probabilmente avuto amalgame dentali in precedenza. Visto che il mercurio si accumula nei tessuti del corpo, il “gruppo senza amalgama” potrebbe avere un più alto carico corporeo di mercurio rispetto al “gruppo amalgama” che presenta otturazioni in amalgama. SCENIHR anche citato Zimmer et al. (2002) come prova della sicurezza dell’amalgama. Ma questo studio ha confrontato due gruppi esposti ad amalgama (tutte femmine; un gruppo di pazienti che affermavano di essere affetto da sintomi legati alle loro otturazioni di amalgama e l’altro gruppo che non ha riportato alcuna associazione tra i loro sintomi e le loro amalgama) in termini di livelli di mercurio nei fluidi corporei e test psicometrici. Il numero medio di otturazioni in amalgama è stata identica in entrambi i gruppi. Hanno trovato i livelli di mercurio pari in entrambi i gruppi di amalgame. Zimmer et al. (p. 210) conclude: “quindi, il mercurio rilasciato dalle otturazioni in amalgama non è una causa probabile dei sintomi riportati dai soggetti sensibili alle amalgame “[21]. Non è chiaro perché questi autori vengono a tale conclusione. Inoltre è noto da esperimenti su animali di studi farmacologici, che gli individui a cui viene somministrata la stessa quantità di una tossina può reagire in maniera diversa. Un esempio di questo è che non tutti i fumatori sviluppa il cancro al polmone, anche se il fumo è ormai accettato come una delle cause principali del cancro.
“Prove sulle amalgame dei bambini”
SCENIHR ha basato le sue dichiarazioni sulla sicurezza dell’amalgama dentale anche su due test sulle amalgame nei bambini. Questi studi mostrano gravi difetti nella metodica: nei due studi randomizzati sui bambini è stato valutato se il mercurio contenuto nell’amalgama aveva effetti negativi neuropsicologici o renali [277, 278]. Sono stati presi in considerazione casualmente i bambini con una ricostruzione della superficie del dente sia con amalgama che con materiale composito. Due bambini nel gruppo amalgama sono morti (uno probabilmente si è suicidato) e sono stati esclusi dallo studio. I calcoli binomiali (evento avverso contro nessun caso) indica che la malattia psichica, che ha la prevalenza del 6,7% nei bambini che hanno il materiale composito, dovrebbe avere avuto una prevalenza di minimo 14,5% nel gruppo amalgame con un 80% di possibilità di essere confermato statisticamente (la percentuale osservata è stata del 9,0%). Allo stesso modo per le malattie neurologiche, le prevalenze osservate nel gruppo del composito (0,4% composito, 1,5% amalgama) avrebbero avuto bisogno di almeno una prevalenza del 4,5% nel gruppo amalgama per essere significative. Dagli autori si è concluso che “non vi è alcun motivo per interrompere l’uso delle amalgame al mercurio “[277] e che” l’amalgama dentale [...] emette piccole quantità di vapori di mercurio “[278]. La prima conclusione è un classico errore: a causa della sua mancanza di potere, lo studio fornisce falsa rassicurazione che il mercurio è sicuro. Per valutare effettivamente la portata dell’effetto evidenziato, lo studio sarebbe dovuto essere molto più grande (1500-2500 / gruppo). Il profilo della porfirina urinaria e i marcatori dello stress ossidativo, che sono elevati negli individui con amalgama dentale [19, 119], non sono stati misurati. Inoltre, il polimorfismo genetico, che aumenta la suscettibilità al mercurio, come il polimorfismo del BDNF [186, 188] e il polimorfismo genetico del glutatione-S-transferasi [279] non sono state misurate. Inoltre, il livello di esposizione reale al mercurio (vapori di mercurio emessi nella cavità orale) non sono stati determinati, il che solleva domande circa l’eticità di tale studio. La ricerca ha dimostrato che l’emissione dei vapori di mercurio sono molto più alti di quelli stimati dai dentisti. Chew et al. (1991) ha dimostrato che 43,5 microgrammi/cm2/die di mercurio è rilasciato da “amalgame senza rilascio di mercurio” e questo dato è rimasto costante nel periodo di studio di 2 anni [280]. I livelli medi di mercurio nelle urine erano significativamente più alti nei gruppi con amalgame [277, 278], anche se in un periodo di tempo di 3 – 7 anni, i livelli di mercurio nelle urine dei portatori di amalgama diminuirono continuamente fino ad avvicinarsi ai livelli dei bambini non portatori di amalgama [278]. Ma il trattamento di restauro dell’amalgama, risalente a 6 – 7 anni prima avrebbe dovuto aumentare o almeno mantenere i livelli di mercurio nelle urine. Questo fatto ha bisogno di una spiegazione. Nello studio Chew [280], la quantità di mercurio rilasciato è stato costante per 2 anni (la durata dello studio). È noto che l’amalgama rilascia vapori di mercurio entro 7 anni. Perché c’è stata una caduta dei livelli dopo 2 anni? I livelli di mercurio nell’urina sono una misura della quantità di mercurio che viene escreto attraverso questa via. Pertanto, dopo due anni di esposizione al mercurio la via di escrezione renale del mercurio sembra essere sempre meno efficace. Ciò è coerente con il fatto ben noto che l’aumento dell’esposizione al mercurio inibisce la secrezione stessa. È stato pubblicato e verificato che oltre il 90% del mercurio espulso dagli esseri umani, è rilasciato attraverso il sistema di trasporto biliare del fegato ed è escreto con le feci e non nelle urine [13]. La conclusione di Bellinger et al. [277] “non c’è ragione di interrompere l’uso di amalgama di mercurio” è sorprendente, perché per evidenziare eventuali effetti indesiderati potrebbero essere necessari più di cinque anni di esposizione al mercurio. Se il mercurio è coinvolto nella patogenesi della malattia di Alzheimer, per essere diagnosticata clinicamente la malattia, potrebbe essere necessario fino a 50 anni [44]. Uno dei criteri presi in considerazione nei due studi è stata la “non interferenza nelle condizioni di salute”, che comprende anche i disturbi dello sviluppo neurologico. Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) di Atlanta (USA) riporta che 1 su 6 bambini americani hanno un disturbo dello sviluppo neurologico. Tuttavia, i documenti menzionati concludono che le amalgame deve rimanere una valida opzione clinica nella chirurgia odontoiatrica per il restauro delle amalgame [278] e non ha escluso lo studio sui bambini con disturbi dello sviluppo neurologico. Come l’esposizione al mercurio durante la gravidanza può essere la prima causa di disturbi dello sviluppo neurologico [46, 61, 245], questa conclusione sulle amalgame nei bambini è pericolosa per l’opinione pubblica.
Amalgama come inquinamento da mercurio
C’è stato un allarmante incremento di mercurio nel nostro ambiente [281] e nelle persone [282] negli ultimi decenni. Le relazioni dell’UNEP parlano di un incremento dalle 3 alle 5 volte [281]. Nell’Unione Europea (UE) l’impiego totale delle amalgame ammonta a 120 tonnellate annue. I dentisti sono al 2° posto come i più grandi utilizzatori in Europa [283, 284]. Recenti calcoli fatti da Hylander [284, 285] hanno mostrato che ci sono 40 tonnellate di mercurio nei denti con amalgama dentale nelle persone svedesi e risulta un’escrezione di 100 kg di mercurio all’anno nelle acque reflue. Da 1300 a 2200 tonnellate di mercurio nelle amalgame dentali sono presenti nei denti dei cittadini dell’UE (27 paesi) [284], e per gli Stati Uniti sono circa 1000 tonnellate. Negli Stati Uniti, l’amalgama dentale è la terza fonte ambientale più significativa di mercurio [286]. A differenza dell’UE, lo smaltimento dell’amalgama rimossa non è separata dalle acque reflue nelle cliniche odontoiatriche negli Stati Uniti. Ma anche nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, i separatori in uso portano a delle fughe di amalgame dentali nell’ambiente [284]. Questo mercurio delle amalgame (cioè le emissioni di mercurio dalle cliniche dentali nelle acque reflue, le emissioni di mercurio escreto dall’amalgama negli individui viventi, le emissioni di mercurio dai tessuti delle persone decedute e dagli esseri umani cremati con amalgame dentali) viene immesso nell’ambiente. L’amalgama è inoltre il materiale più costoso, come dimostrato da Hylander e Godsite [283].
Il ruolo delle organizzazioni degli odontoiatri nello SCENIHR e nella difesa dell’amalgama
Il gruppo SCENIHR è composto da un ingegnere (presidente), quattro dentisti, un tossicologo e due veterinari. Il presidente è in stretto contatti con gli organi industriali. Non sono stati inclusi nel gruppo gli esperti in medicina e nella medicina ambientale. Ci si deve chiedere perché fosse il dentista a rappresentare la voce più forte in capitolo nello SCENIHR. Con la loro formazione ed esperienza clinica, i dentisti non sono in grado di giudicare da un punto di vista medico gli effetti sistemici collaterali causati dall’amalgama dentale, dalla sclerosi multipla, dall’autismo, dalle malattie autoimmuni, dal morbo di Alzheimer, dalle malattie psichiatriche ecc. L’uso dell’amalgama dentale sta aumentando in tutto il mondo (la crescente epidemia di carie nei paesi non sviluppati, costituisce la percentuale più alta nella popolazione mondiale). Oggi, le organizzazioni dei dentisti sono il solo gruppo di operatori sanitari che approva l’uso di un prodotto che è costituito principalmente dal mercurio. Ogni brevetto che riguarda l’amalgama è stato prodotto in accordo con le specifiche delle organizzazioni dei dentisti [287, 288]. Questo può effettivamente essere un punto critico, perché le organizzazioni dei dentisti, che da sempre supportano l’uso di protesi dentarie con amalgame, sono responsabili degli effetti collaterali [287, 288]. Pertanto, le strategie delle organizzazioni odontoiatre utilizzano per influenzare la scienza e la politica nel corso degli negli ultimi decenni [287-290], può essere analogo ad altri temi dove sono ben noti gli esistenti conflitti di interesse e dove sono state applicate le misure più efficaci per influenzare la scienza e la politica riguardo i prodotti pericolosi [291-295].
novembre 8, 2011 in Articoli di Giornali, Metalli Pesanti, Post | Tags: Metalli Tossici, mineral test, Minerali, mineralogramma | Lascia un commento
Intervista della Wise Society al Dott. Gerardo Rossi
Link alla pagina originale: http://wisesociety.it/incontri/un-test-per-valutare-il-tasso-di-metalli-e-minerali-nellorganismo/
novembre 7, 2011 in Documento, Metalli Pesanti | Tags: amalgame, Joachim Mutter, mercurio, mineral test, mineralogramma, SCHENIR | 2 commenti
Pubblichiamo la terza di quattro parti
Pelle
Esiste una correlazione tra l’eczema
atopico e i livelli di IgE e il livello di mercurio [134]. Le otturazioni con
amalgama possono indurre reazioni lichenoidi [135-139]. In più del 90% dei
casi, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, non importa se
un patch test per le allergie è stato positivo o meno. Anche la granulomatosi è
migliorata [140]. Inoltre, altre forme di dermatite sembrano essere correlate alle
amalgame dentali [141, 142].
Malattie autoimmuni e ipersensibilità da mercurio
La costante esposizione a basse
dosi di mercurio, comune nei portatori di amalgama, è stata considerata una
possibile causa di alcune malattie autoimmuni, come ad esempio la sclerosi
multipla, l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico (LES) [135,
143-152]. Questi effetti si verificano con l’esposizione al di sotto dei limiti
di sicurezza del mercurio [153]. Recenti ricerche hanno dimostrato che il
mercurio e l’etilmercurio hanno la capacità di inibire il primo passo
(fagocitosi) della risposta immunitaria innata e acquisita negli esseri umani a
livelli molto bassi [154]. Questo dimostra che l’esposizione al mercurio molto al
di sotto dell’esposizione media, attraverso l’ amalgama, può causare la distruzione
del sistema immunitario a tutte le età.
Solo “rari casi provati di reazioni allergiche”?
SCENIHR accetta come unica prova
di reazioni allergiche all’amalgama, un patch test cutaneo che risulti positivo.
Tuttavia, è stato dimostrato che in più del 90% dei casi con reazioni delle
mucose, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, senza
considerare la positività o meno del patch test cutaneo [137, 139, 140]. Pertanto
la rilevanza dei patch test cutanei nella rilevazione della sensibilità o della
allergia al mercurio impiantato nella cavità orale senza alcun contatto
epicutaneo, sono stati messi seriamente in dubbio [155]. I risultati con un
altro sistema di test validato rivelano che ci sono più dei soli “rari
casi” che riportano i problemi immunologici da amalgama [148, 150, 152,
156-162]. Ci può anche essere una correlazione tra eczema atopico, i livelli di
IgE e il carico corporeo di mercurio, che non è rilevato per mezzo del patch
test cutaneo[134]. Il mercurio da amalgama dentale delle madri è una delle
principali fonti di mercurio nei tessuti del feto e del neonato e gli eczemi
atopici postnatale scompaiono dopo la disintossicazione dal mercurio nei
bambini [163].
Malattie del cuore
Il mercurio può causare ipertensione e infarto del
miocardio [164]. Un significativo accumulo
di mercurio (22.000 volte superiore rispetto ai controlli) è stato
trovato nei tessuti del cuore con una forma di
insufficienza cardiaca [165].
Sistema
urinario
SCENIHR ha citato solo una revisione effettuata da
un dentista e pubblicata in una
rivista specializzata per dentisti [166], così come
5-7 anni di studi su bambini inizialmente sani, svolti principalmente da
dentisti, per rafforzare la loro tesi che “non ci sono prove che le
otturazioni dentali in amalgama possano influenzare negativamente la funzione
renale negli esseri umani “. Tuttavia, ci sono molti altri studi che
suggeriscono piuttosto l’opposto: negli esperimenti sugli animali, è stata
osservata una compromissione della funzionalità renale a causa dell’amalgama
[23, 146, 167]. Gli esseri umani con le otturazioni in amalgama mostrano maggiori
segni di danno tubulare e glomerulare rispetto agli individui senza amalgami
dentali [15]. Gli studi sulle amalgame nei bambini hanno evidenziato i primi
segni di danno renale (microalbuminuria) [168], anche dopo soli 5 anni di
esposizione all’amalgama.
La malattia
di Alzheimer (AD)
SCENIHR ha messo in discussione che il mercurio
possa contribuire allo sviluppo della malattia di Alzheimer (AD). Come prova di
questa affermazione hanno citato un solo studio [41] pubblicato nella rivista leader
nel mondo American Dental Association (ADA) [102]. Al contrario, altri studi
hanno dimostrato che il mercurio svolge un ruolo patogenetico importante nell’AD
[108, 109, 169, 170]. Una nuova analisi sistematica della letteratura sul ruolo
del mercurio nell’AD ha trovato una associazione significativa [124].
Malattia di
Parkinson (PD)
I metalli pesanti sono stati a lungo sospettati di
essere una causa della malattia di Parkinson, con diversi studi che hanno dimostrato
questa relazione, compresi gli studi epidemiologici [171-180]. Il mercurio
elementare ha indotto la malattia di Parkinson (PD) [175], e in un caso, lo
stato della PD è sostanzialmente migliorato dopo il trattamento con un chelante
del mercurio [173] ed è rimasto invariato nel corso dei 5 anni seguenti [173].
In un altro studio, elevati livelli significativi di mercurio nel sangue sono
state trovati in 13 dei 14 pazienti con la malattia di Parkinson rispetto ai
controlli sani [172]. Questo supporta la conclusione di un precedente studio
che ha trovato una correlazione tra i livelli di mercurio nel sangue e PD [176].
Un altro studio ha trovato livelli più elevati di mercurio nei pazienti con
amalgama e con la malattia di Parkinson rispetto ai controlli sani [179].
Effetti
negativi sulla salute del personale dentistico?
SCENIHR afferma che “l’incidenza delle segnalazioni
di effetti avversi (nel personale dentistico) è molto basso “. Una
semplice ricerca della letteratura rivela esattamente il contrario: i dentisti che
lavorano con le amalgame hanno una maggiore esposizione al mercurio [17, 181,
182]. Nella maggior parte degli studi disponibili, l’esposizione al mercurio
nelle cliniche dentistiche ha portato effetti avversi significativi sulla
salute nel personale dentistico [183-198]. In alcuni studi, l’esito clinico non
era correlato con i livelli di mercurio nelle urine o nel sangue e alcuni autori
erroneamente hanno concluso che il mercurio non era quindi la causa del effetti
negativi. In ogni caso questo non è un dato scientifico in quanto i livelli di
mercurio nelle urine e nel sangue non sono correlati con i livelli nei tessuti
(vedi sopra). Lindbohm et al. (2007) trovato un duplice aumento del rischio di
aborto spontaneo attraverso l’esposizione professionale al mercurio (OR 2,0, IC
95% 1,0 – 4,1). L’effetto dell’esposizione al mercurio è stato più forte rispetto
all’esposizione a composti acrilati, disinfettanti o solventi organici [199]. Anche
30 anni dopo la cessazione dell’esposizione al mercurio, il personale
dentistico ha mostrato significativi effetti negativi sulla salute [200].
Nonostante il fatto che l’85% degli odontoiatri e degli odontotecnici testati
hanno mostrato effetti tossici da mercurio correlati sia al comportamento che ai
parametri fisiologici, e il 15% ha mostrato che il mercurio ha prodotto deficit
neurologici indotti con il polimorfismo del gene CPOX4 [186, 188, 201], SCENIHR
ancora sostiene che le amalgame non causano nessun problema significativo di
salute nel personale dentistico, perché i livelli nelle urine e nel sangue sono
al di sotto dei “limiti di sicurezza”.
Infertilità
SCENIHR ha dichiarato che “non c’è alcuna
associazione tra le amalgame e la fertilità sia maschile che femminile o alle problematiche
ginecologiche”. Come prova di questa affermazione, SCENIHR citato solo uno
studio, che prende in esame solo i parametri dello sperma negli uomini.
Tuttavia, altri studi puntano nella direzione opposta, soprattutto quando si
esaminano le donne: il personale dentistico femminile esposto ad amalgama ha
mostrato un più alto tasso di infertilità [198]. Le donne con otturazioni in
amalgama al mercurio, hanno livelli aumentati nelle urine (dopo la mobilitazione
con DMPS) con una maggiore incidenza di infertilità [202-204]. La disintossicazione
da metalli pesanti ha portato a gravidanze spontanee in una parte considerevole
dei pazienti infertili [203]. L’esposizione al mercurio può anche portare alla
diminuzione della fertilità maschile [205-207]. Uno studio norvegese che è spesso
citato come prova che l’esposizione al mercurio nelle cliniche dentali non provocano
infertilità soffre di difetti metodologici, in quanto solo le donne che avevano
già dato alla luce almeno un figlio sono state prese in considerazione. Le
donne senza bambini sono stati esclusi. Tale studio non può certo rispondere
alla domanda se lavorare con l’amalgama porta alla sterilità o meno. Inoltre,
il tempo di esposizione all’amalgama non è stato calcolato e quindi non è stato
incluso come covariata nello studio.
La sclerosi
multipla (SM)
Un incremento di 7,5 volte del livello di mercurio
è stato trovato nel liquido cerebrospinale (CSF) dei pazienti con Sclerosi
Multipla (SM) [208]. Sarebbe difficile ipotizzare che la presenza di questo
aumento nel liquido cerebrospinale non potrebbe almeno aggravare i problemi associati
con la SM o altre malattie neurologiche. La prevalenza della sclerosi multipla ha
dimostrato di essere correlato con la prevalenza della carie [209, 210] e la prevalenza
di amalgama [211, 212]. Diverse SM epidemiche si sono verificate dopo esposizione
acuta a vapori di mercurio o piombo [213]. In modelli animali inorganici, il mercurio
ha causato una perdita di cellule di Schwann che costruiscono la guaina mielinica
e stabilizzano gli assoni dei neuroni [214]. La patogenesi autoimmune, tra cui gli
anticorpi contro la proteina basica della mielina (MBP), può essere provocata
dal mercurio e da altri metalli pesanti [148]. I pazienti con la sclerosi
multipla che avevano rimosso le amalgame mostravano meno depressione,
aggressività, eventi psicotici e atteggiamenti compulsivi rispetto ad un gruppo
di pazienti con sclerosi multipla con le otturazioni in amalgama [215]. Loro inoltre
avevano livelli significativamente più bassi di mercurio nel sangue [216]. Dopo
la rimozione dell’amalgama, le bande oligoclonali patologiche nel liquido
cerebrospinale sono scomparse nei pazienti con SM [217]. La rimozione dell’amalgama
dentale ha portato ad un recupero in una significativa percentuale di pazienti
affetti da SM [147]. Uno studio retrospettivo su 20.000 militari ha rivelato un
rischio significativamente più alto per la SM in individui con otturazioni in
amalgama [218]. Questo rischio è stato sottovalutato in quanto lo studio, in
cui sono stati selezionati degli individui per mezzo di visita medica, comprendeva
esclusivamente persone in buona salute al momento dell’arruolamento nelle forze
armate [218]. Un altro problema che si verificano in alcuni studi è l’assenza
di documentazione relativa allo stato dentale prima o al momento della comparsa
della sclerosi multipla. A dispetto di queste limitazioni [219] una rianalisi
ha trovato un rischio 3,9 volte maggiore per la sclerosi multipla in soggetti
con amalgama rispetto agli individui senza amalgama. Una recente revisione
sistematica ha trovato anche un aumento del rischio per la SM causata dall’amalgama
dentale, nonostante il fatto che la maggior parte degli studi non abbiano preso
in considerazione i campioni per il controllo senza amalgame [220].
Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
SCENIHR afferma che “non ci
sono prove di una relazione tra la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e il
mercurio “. In contrasto con la dichiarazione di SCENIHR, ci sono molti
studi che suggeriscono che il mercurio può giocare un ruolo patogenetico nella
SLA: i vapori di mercurio vengono assorbiti dai moto-neuroni [221] e questo che
porta ad un aumento dello stress ossidativo. Negli esperimenti, i vapori di
mercurio sono stai identificati come promotori delle patologie dei motoneuroni
come la SLA [222-226]. È stato provato che il mercurio aumenta la tossicità del
glutammato nei neuroni, che è uno dei fattori determinanti nella SLA. Gli studi
riportati mostrano una correlazione tra l’esposizione accidentale al mercurio e
la SLA [227, 228]. C’è un caso segnalato di una donna svedese con più di 34
otturazioni in amalgama che soffriva di sclerosi laterale amiotrofica. Dopo la
rimozione di queste otturazioni si riprese [229]. Uno studio retrospettivo ha
riportato una associazione statisticamente significativa tra l’aumento del
numero di otturazioni con amalgama e il rischio di malattie dei motoneuroni [218].
“Malattie
da amalgama” e i marcatori della sensibilità
I sintomi più frequentemente
riportati a causa delle otturazioni con amalgama sono:
stanchezza cronica, mal di testa,
emicrania, aumento della suscettibilità alle infezioni, dolori muscolari,
mancanza di concentrazione, disturbi della digestione, disturbi del sonno,
bassa capacità di memoria, dolori articolari, depressione, disturbi al cuore, disregolazione
del sistema vegetativo, disturbi dell’umore e molti altri [161, 215, 216,
230-234]. Fino a poco tempo fa non era possibile distinguere tra le persone “amalgama-sensibili”
e “amalgama-resistenti” dai loro livelli di mercurio nel sangue o
nelle urine o da test epicutanei (patch test) [9, 21]. Tuttavia, è possibile
dimostrare che alcuni soggetti, con disturbi psicosomatici, potrebbero reagire
a un patch test con il mercurio, sebbene non ci sia alcuna reazione allergica
della pelle [235]. Inoltre i granulociti neutrofili nei soggetti sensibili all’amalgama,
reagiscono in modo diverso rispetto a quelli nei soggetti “amalgama-resistenti”
[236] e sono anche state trovate differenti attività della superossido
dismutasi [237].
Aumento
della suscettibilità al mercurio e all’amalgama
SCENIHR non ha preso in considerazione nessun
parametro sul quale stabilire una percentuale significativa della popolazione
più sensibile al mercurio da amalgama dentale:
a) Porfirine anomale a causa dell’esposizione al
mercurio:
è noto che l’esposizione al mercurio porta ad una
aberrazione delle porfirine nelle urine nel personale dentistico [238] e nei bambini
autistici, questa aberrazione può essere invertita in questi bambini con un
chelante del mercurio [239-241].
Un polimorfismo genetico della coproporfirina
ossidasi (CPOX4) [188, 201] porta ad un aumento della suscettibilità al
mercurio e quindi ad un elevato rischio per i disturbi
neurocomportamentali [242]. Il problema critico è l’effetto dell’esposizione ai
vapori di mercurio sulle porfirine del cervello dal momento che una aberrazione
dell’eme cerebrale è stata associata a all’impossibilità di rimuovere le proteine
beta-amiloidi dalle cellule cerebrali, che a sua volta possono portare al morbo
di Alzheimer [243]. Va sottolineato che l’eme e le sue porfirine trasportatrici
sono fondamentali per diversi meccanismi biochimici: (1) l’eme è il cofattore
di trasporto dell’ossigeno per l’emoglobina, (2) l’eme è un cofattore
essenziale per la classe degli enzimi P450 che sono responsabili della
detossificazione del corpo dagli xenobiotici, (3) l’eme è un cofattore
necessario per uno dei complessi del sistema di trasporto degli elettroni nei mitocondri
e quindi della sintesi dell’ATP. Pertanto, l’inibizione della produzione dell’eme
da parte del mercurio, potrebbe avere un gran numero di effetti secondari che
possono causare disturbi e malattie. Nonostante il fatto che l’85% dei dentisti
e degli odontotecnici esaminati hanno mostrato tossicità del mercurio legato
sia al comportamento sia nei parametri fisiologici e il 15% ha mostrato che l’aumento
di mercurio ha indotto deficit neurologico con polimorfismo del gene del CPOX4,
l’Organizzazione degli Odontoiatri e lo SCENIHR ancora sostengono che le
amalgame non causano alcun problema medico significativo, perché le urine ed i
livelli nel sangue sono inferiori ai limiti di sicurezza.
b) Fattore derivato neurotrofico cerebrale:
un altro polimorfismo genetico del fattore derivato
neurotrofico cerebrale (BNDF)
aumenta anche la suscettibilità a livelli di
esposizione molto bassi al mercurio [186, 187].
c) Diversità della Apolipoproteina E:
potrebbe essere dimostrato che le persone
sensibili all’amalgama sono significativamente più predisposti ad essere
portatori dell’allele E4 della apolipoproteina (APO-E4) rispetto ai controlli
che hanno meno predisposti ad essere portatori dell’APO-E2 [231, 234]. APO-E4 è
conosciuto per essere il principale fattore di rischio genetico per la malattia
di Alzheimer, mentre APO-E2 ne diminuisce il rischio. È stato postulato che ciò
è dovuto alla differenza nella capacità di rimuovere i metalli pesanti dal
fluido cerebrospinale [44, 92, 102, 124, 231, 234, 244]. APO-E2 possiede due
cisteine con il metallo legante i gruppi sulfidrilici mentre APO-E4 non ha residui
di cisteina.
d) Il metabolismo del glutatione:
il glutatione ridotto (GSH) è il principale
chelante naturale per i metalli pesanti nel
corpo a causa dei suoi gruppi sulfidrilici
contenenti cisteina. Solo il mercurio, che è legato al glutatione (o al selenio),
è in grado di essere escreto dal corpo attraverso le urine o le vie biliari.
Così, un elevato livello di glutatione è di fondamentale importanza per il
metabolismo del mercurio. È stato descritto che i polimorfismi nei geni porta
alla compromissione della produzione di GSH che è la causa maggiore di ritenzione
del mercurio inorganico e organico nel corpo. Altri fattori che possono
aumentare la suscettibilità al mercurio a basse dosi di esposizione sono per
esempio bassi livelli di selenio, la reazione anomala dei granulociti neutrofili,
l’attività della superossido dismutasi, la compromissione dei percorsi di
metilazione del recettore D4-positivo metionina sintetasi e la metionina transulfurasi
(circa il 15% della popolazione), comporta una diminuzione degli agenti di
protezione al mercurio, come la S-adenil-metionina, la cisteina, il GSH e le metallotioneine
[44, 245-247].
Miglioramento
dopo la rimozione dell’amalgama
Un significativo miglioramento della salute e
delle malattie di cui sopra (compresi
la sclerosi multipla e le altre
malattie autoimmuni) sono stati riportati dopo la rimozione dell’amalgama
(nella maggior parte degli studi con elaborate misure di protezione per ridurre
al minimo l’esposizione al mercurio) [68, 147, 149, 150, 159, 161, 217, 230,
233, 234, 248, 249, 250, 251].
Tema: Tarski by Ben Eastaugh and Chris Sternal-Johnson. Blog su WordPress.com.