Pubblichiamo la terza di quattro parti

Pelle

Esiste una correlazione tra l’eczema
atopico e i livelli di IgE e il livello di mercurio [134]. Le otturazioni con
amalgama possono indurre reazioni lichenoidi [135-139]. In più del 90% dei
casi, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, non importa se
un patch test per le allergie è stato positivo o meno. Anche la granulomatosi è
migliorata [140]. Inoltre, altre forme di dermatite sembrano essere correlate alle
amalgame dentali [141, 142].

Malattie autoimmuni e ipersensibilità da mercurio

La costante esposizione a basse
dosi di mercurio, comune nei portatori di amalgama, è stata considerata una
possibile causa di alcune malattie autoimmuni, come ad esempio la sclerosi
multipla, l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico (LES) [135,
143-152]. Questi effetti si verificano con l’esposizione al di sotto dei limiti
di sicurezza del mercurio [153]. Recenti ricerche hanno dimostrato che il
mercurio e l’etilmercurio hanno la capacità di inibire il primo passo
(fagocitosi) della risposta immunitaria innata e acquisita negli esseri umani a
livelli molto bassi [154]. Questo dimostra che l’esposizione al mercurio molto al
di sotto dell’esposizione media, attraverso l’ amalgama, può causare la distruzione
del sistema immunitario a tutte le età.

Solo “rari casi provati di reazioni allergiche”?

SCENIHR accetta come unica prova
di reazioni allergiche all’amalgama, un patch test cutaneo che risulti positivo.
Tuttavia, è stato dimostrato che in più del 90% dei casi con reazioni delle
mucose, queste lesioni migliorano dopo la rimozione dell’amalgama, senza
considerare la positività o meno del patch test cutaneo [137, 139, 140]. Pertanto
la rilevanza dei patch test cutanei nella rilevazione della sensibilità o della
allergia al mercurio impiantato nella cavità orale senza alcun contatto
epicutaneo, sono stati messi seriamente in dubbio [155]. I risultati con un
altro sistema di test validato rivelano che ci sono più dei soli “rari
casi” che riportano i problemi immunologici da amalgama [148, 150, 152,
156-162]. Ci può anche essere una correlazione tra eczema atopico, i livelli di
IgE e il carico corporeo di mercurio, che non è rilevato per mezzo del patch
test cutaneo[134]. Il mercurio da amalgama dentale delle madri è una delle
principali fonti di mercurio nei tessuti del feto e del neonato e gli eczemi
atopici postnatale scompaiono dopo la disintossicazione dal mercurio nei
bambini [163].

Malattie del cuore

Il mercurio può causare ipertensione e infarto del
miocardio [164]. Un significativo accumulo
di mercurio (22.000 volte superiore rispetto ai controlli) è stato

trovato nei tessuti del cuore con una forma di
insufficienza cardiaca [165].

Sistema
urinario

SCENIHR ha citato solo una revisione effettuata da
un dentista e pubblicata in una

rivista specializzata per dentisti [166], così come
5-7 anni di studi su bambini inizialmente sani, svolti principalmente da
dentisti, per rafforzare la loro tesi che “non ci sono prove che le
otturazioni dentali in amalgama possano influenzare negativamente la funzione
renale negli esseri umani “. Tuttavia, ci sono molti altri studi che
suggeriscono piuttosto l’opposto: negli esperimenti sugli animali, è stata
osservata una compromissione della funzionalità renale a causa dell’amalgama
[23, 146, 167]. Gli esseri umani con le otturazioni in amalgama mostrano maggiori
segni di danno tubulare e glomerulare rispetto agli individui senza amalgami
dentali [15]. Gli studi sulle amalgame nei bambini hanno evidenziato i primi
segni di danno renale (microalbuminuria) [168], anche dopo soli 5 anni di
esposizione all’amalgama.

La malattia
di Alzheimer (AD)

SCENIHR ha messo in discussione che il mercurio
possa contribuire allo sviluppo della malattia di Alzheimer (AD). Come prova di
questa affermazione hanno citato un solo studio [41] pubblicato nella rivista leader
nel mondo American Dental Association (ADA) [102]. Al contrario, altri studi
hanno dimostrato che il mercurio svolge un ruolo patogenetico importante nell’AD
[108, 109, 169, 170]. Una nuova analisi sistematica della letteratura sul ruolo
del mercurio nell’AD ha trovato una associazione significativa [124].

Malattia di
Parkinson (PD)

I metalli pesanti sono stati a lungo sospettati di
essere una causa della malattia di Parkinson, con diversi studi che hanno dimostrato
questa relazione, compresi gli studi epidemiologici [171-180]. Il mercurio
elementare ha indotto la malattia di Parkinson (PD) [175], e in un caso, lo
stato della PD è sostanzialmente migliorato dopo il trattamento con un chelante
del mercurio [173] ed è rimasto invariato nel corso dei 5 anni seguenti [173].
In un altro studio, elevati livelli significativi di mercurio nel sangue sono
state trovati in 13 dei 14 pazienti con la malattia di Parkinson rispetto ai
controlli sani [172]. Questo supporta la conclusione di un precedente studio
che ha trovato una correlazione tra i livelli di mercurio nel sangue e PD [176].
Un altro studio ha trovato livelli più elevati di mercurio nei pazienti con
amalgama e con la malattia di Parkinson rispetto ai controlli sani [179].

Effetti
negativi sulla salute del personale dentistico?

SCENIHR afferma che “l’incidenza delle segnalazioni
di effetti avversi (nel personale dentistico) è molto basso “. Una
semplice ricerca della letteratura rivela esattamente il contrario: i dentisti che
lavorano con le amalgame hanno una maggiore esposizione al mercurio [17, 181,
182]. Nella maggior parte degli studi disponibili, l’esposizione al mercurio
nelle cliniche dentistiche ha portato effetti avversi significativi sulla
salute nel personale dentistico [183-198]. In alcuni studi, l’esito clinico non
era correlato con i livelli di mercurio nelle urine o nel sangue e alcuni autori
erroneamente hanno concluso che il mercurio non era quindi la causa del effetti
negativi. In ogni caso questo non è un dato scientifico in quanto i livelli di
mercurio nelle urine e nel sangue non sono correlati con i livelli nei tessuti
(vedi sopra). Lindbohm et al. (2007) trovato un duplice aumento del rischio di
aborto spontaneo attraverso l’esposizione professionale al mercurio (OR 2,0, IC
95% 1,0 – 4,1). L’effetto dell’esposizione al mercurio è stato più forte rispetto
all’esposizione a composti acrilati, disinfettanti o solventi organici [199]. Anche
30 anni dopo la cessazione dell’esposizione al mercurio, il personale
dentistico ha mostrato significativi effetti negativi sulla salute [200].
Nonostante il fatto che l’85% degli odontoiatri e degli odontotecnici testati
hanno mostrato effetti tossici da mercurio correlati sia al comportamento che ai
parametri fisiologici, e il 15% ha mostrato che il mercurio ha prodotto deficit
neurologici indotti con il polimorfismo del gene CPOX4 [186, 188, 201], SCENIHR
ancora sostiene che le amalgame non causano nessun problema significativo di
salute nel personale dentistico, perché i livelli nelle urine e nel sangue sono
al di sotto dei “limiti di sicurezza”.

Infertilità

SCENIHR ha dichiarato che “non c’è alcuna
associazione tra le amalgame e la fertilità sia maschile che femminile o alle problematiche
ginecologiche”. Come prova di questa affermazione, SCENIHR citato solo uno
studio, che prende in esame solo i parametri dello sperma negli uomini.
Tuttavia, altri studi puntano nella direzione opposta, soprattutto quando si
esaminano le donne: il personale dentistico femminile esposto ad amalgama ha
mostrato un più alto tasso di infertilità [198]. Le donne con otturazioni in
amalgama al mercurio, hanno livelli aumentati nelle urine (dopo la mobilitazione
con DMPS) con una maggiore incidenza di infertilità [202-204]. La disintossicazione
da metalli pesanti ha portato a gravidanze spontanee in una parte considerevole
dei pazienti infertili [203]. L’esposizione al mercurio può anche portare alla
diminuzione della fertilità maschile [205-207]. Uno studio norvegese che è spesso
citato come prova che l’esposizione al mercurio nelle cliniche dentali non provocano
infertilità soffre di difetti metodologici, in quanto solo le donne che avevano
già dato alla luce almeno un figlio sono state prese in considerazione. Le
donne senza bambini sono stati esclusi. Tale studio non può certo rispondere
alla domanda se lavorare con l’amalgama porta alla sterilità o meno. Inoltre,
il tempo di esposizione all’amalgama non è stato calcolato e quindi non è stato
incluso come covariata nello studio.

La sclerosi
multipla (SM)

Un incremento di 7,5 volte del livello di mercurio
è stato trovato nel liquido cerebrospinale (CSF) dei pazienti con Sclerosi
Multipla (SM) [208]. Sarebbe difficile ipotizzare che la presenza di questo
aumento nel liquido cerebrospinale non potrebbe almeno aggravare i problemi associati
con la SM o altre malattie neurologiche. La prevalenza della sclerosi multipla ha
dimostrato di essere correlato con la prevalenza della carie [209, 210] e la prevalenza
di amalgama [211, 212]. Diverse SM epidemiche si sono verificate dopo esposizione
acuta a vapori di mercurio o piombo [213]. In modelli animali inorganici, il mercurio
ha causato una perdita di cellule di Schwann che costruiscono la guaina mielinica
e stabilizzano gli assoni dei neuroni [214]. La patogenesi autoimmune, tra cui gli
anticorpi contro la proteina basica della mielina (MBP), può essere provocata
dal mercurio e da altri metalli pesanti [148]. I pazienti con la sclerosi
multipla che avevano rimosso le amalgame mostravano meno depressione,
aggressività, eventi psicotici e atteggiamenti compulsivi rispetto ad un gruppo
di pazienti con sclerosi multipla con le otturazioni in amalgama [215]. Loro inoltre
avevano livelli significativamente più bassi di mercurio nel sangue [216]. Dopo
la rimozione dell’amalgama, le bande oligoclonali patologiche nel liquido
cerebrospinale sono scomparse nei pazienti con SM [217]. La rimozione dell’amalgama
dentale ha portato ad un recupero in una significativa percentuale di pazienti
affetti da SM [147]. Uno studio retrospettivo su 20.000 militari ha rivelato un
rischio significativamente più alto per la SM in individui con otturazioni in
amalgama [218]. Questo rischio è stato sottovalutato in quanto lo studio, in
cui sono stati selezionati degli individui per mezzo di visita medica, comprendeva
esclusivamente persone in buona salute al momento dell’arruolamento nelle forze
armate [218]. Un altro problema che si verificano in alcuni studi è l’assenza
di documentazione relativa allo stato dentale prima o al momento della comparsa
della sclerosi multipla. A dispetto di queste limitazioni [219] una rianalisi
ha trovato un rischio 3,9 volte maggiore per la sclerosi multipla in soggetti
con amalgama rispetto agli individui senza amalgama. Una recente revisione
sistematica ha trovato anche un aumento del rischio per la SM causata dall’amalgama
dentale, nonostante il fatto che la maggior parte degli studi non abbiano preso
in considerazione i campioni per il controllo senza amalgame [220].

Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)

SCENIHR afferma che “non ci
sono prove di una relazione tra la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e il
mercurio “. In contrasto con la dichiarazione di SCENIHR, ci sono molti
studi che suggeriscono che il mercurio può giocare un ruolo patogenetico nella
SLA: i vapori di mercurio vengono assorbiti dai moto-neuroni [221] e questo che
porta ad un aumento dello stress ossidativo. Negli esperimenti, i vapori di
mercurio sono stai identificati come promotori delle patologie dei motoneuroni
come la SLA [222-226]. È stato provato che il mercurio aumenta la tossicità del
glutammato nei neuroni, che è uno dei fattori determinanti nella SLA. Gli studi
riportati mostrano una correlazione tra l’esposizione accidentale al mercurio e
la SLA [227, 228]. C’è un caso segnalato di una donna svedese con più di 34
otturazioni in amalgama che soffriva di sclerosi laterale amiotrofica. Dopo la
rimozione di queste otturazioni si riprese [229]. Uno studio retrospettivo ha
riportato una associazione statisticamente significativa tra l’aumento del
numero di otturazioni con amalgama e il rischio di malattie dei motoneuroni [218].

“Malattie
da amalgama” e i marcatori della sensibilità

I sintomi più frequentemente
riportati a causa delle otturazioni con amalgama sono:

stanchezza cronica, mal di testa,
emicrania, aumento della suscettibilità alle infezioni, dolori muscolari,
mancanza di concentrazione, disturbi della digestione, disturbi del sonno,
bassa capacità di memoria, dolori articolari, depressione, disturbi al cuore, disregolazione
del sistema vegetativo, disturbi dell’umore e molti altri [161, 215, 216,
230-234]. Fino a poco tempo fa non era possibile distinguere tra le persone “amalgama-sensibili”
e “amalgama-resistenti” dai loro livelli di mercurio nel sangue o
nelle urine o da test epicutanei (patch test) [9, 21]. Tuttavia, è possibile
dimostrare che alcuni soggetti, con disturbi psicosomatici, potrebbero reagire
a un patch test con il mercurio, sebbene non ci sia alcuna reazione allergica
della pelle [235]. Inoltre i granulociti neutrofili nei soggetti sensibili all’amalgama,
reagiscono in modo diverso rispetto a quelli nei soggetti “amalgama-resistenti”
[236] e sono anche state trovate differenti attività della superossido
dismutasi [237].

Aumento
della suscettibilità al mercurio e all’amalgama

SCENIHR non ha preso in considerazione nessun
parametro sul quale stabilire una percentuale significativa della popolazione
più sensibile al mercurio da amalgama dentale:

a) Porfirine anomale a causa dell’esposizione al
mercurio:

è noto che l’esposizione al mercurio porta ad una
aberrazione delle porfirine nelle urine nel personale dentistico [238] e nei bambini
autistici, questa aberrazione può essere invertita in questi bambini con un
chelante del mercurio [239-241].

Un polimorfismo genetico della coproporfirina
ossidasi (CPOX4) [188, 201] porta ad un aumento della suscettibilità al
mercurio e quindi ad un elevato rischio per i disturbi
neurocomportamentali [242]. Il problema critico è l’effetto dell’esposizione ai
vapori di mercurio sulle porfirine del cervello dal momento che una aberrazione
dell’eme cerebrale è stata associata a all’impossibilità di rimuovere le proteine
beta-amiloidi dalle cellule cerebrali, che a sua volta possono portare al morbo
di Alzheimer [243]. Va sottolineato che l’eme e le sue porfirine trasportatrici
sono fondamentali per diversi meccanismi biochimici: (1) l’eme è il cofattore
di trasporto dell’ossigeno per l’emoglobina, (2) l’eme è un cofattore
essenziale per la classe degli enzimi P450 che sono responsabili della
detossificazione del corpo dagli xenobiotici, (3) l’eme è un cofattore
necessario per uno dei complessi del sistema di trasporto degli elettroni nei mitocondri
e quindi della sintesi dell’ATP. Pertanto, l’inibizione della produzione dell’eme
da parte del mercurio, potrebbe avere un gran numero di effetti secondari che
possono causare disturbi e malattie. Nonostante il fatto che l’85% dei dentisti
e degli odontotecnici esaminati hanno mostrato tossicità del mercurio legato
sia al comportamento sia nei parametri fisiologici e il 15% ha mostrato che l’aumento
di mercurio ha indotto deficit neurologico con polimorfismo del gene del CPOX4,
l’Organizzazione degli Odontoiatri e lo SCENIHR ancora sostengono che le
amalgame non causano alcun problema medico significativo, perché le urine ed i
livelli nel sangue sono inferiori ai limiti di sicurezza.

b) Fattore derivato neurotrofico cerebrale:

un altro polimorfismo genetico del fattore derivato
neurotrofico cerebrale (BNDF)

aumenta anche la suscettibilità a livelli di
esposizione molto bassi al mercurio [186, 187].

c) Diversità della Apolipoproteina E:

potrebbe essere dimostrato che le persone
sensibili all’amalgama sono significativamente più predisposti ad essere
portatori dell’allele E4 della apolipoproteina (APO-E4) rispetto ai controlli
che hanno meno predisposti ad essere portatori dell’APO-E2 [231, 234]. APO-E4 è
conosciuto per essere il principale fattore di rischio genetico per la malattia
di Alzheimer, mentre APO-E2 ne diminuisce il rischio. È stato postulato che ciò
è dovuto alla differenza nella capacità di rimuovere i metalli pesanti dal
fluido cerebrospinale [44, 92, 102, 124, 231, 234, 244]. APO-E2 possiede due
cisteine ​​con il metallo legante i gruppi sulfidrilici mentre APO-E4 non ha residui
di cisteina.

d) Il metabolismo del glutatione:

il glutatione ridotto (GSH) è il principale
chelante naturale per i metalli pesanti nel

corpo a causa dei suoi gruppi sulfidrilici
contenenti cisteina. Solo il mercurio, che è legato al glutatione (o al selenio),
è in grado di essere escreto dal corpo attraverso le urine o le vie biliari.
Così, un elevato livello di glutatione è di fondamentale importanza per il
metabolismo del mercurio. È stato descritto che i polimorfismi nei geni porta
alla compromissione della produzione di GSH che è la causa maggiore di ritenzione
del mercurio inorganico e organico nel corpo. Altri fattori che possono
aumentare la suscettibilità al mercurio a basse dosi di esposizione sono per
esempio bassi livelli di selenio, la reazione anomala dei granulociti neutrofili,
l’attività della superossido dismutasi, la compromissione dei percorsi di
metilazione del recettore D4-positivo metionina sintetasi e la metionina transulfurasi
(circa il 15% della popolazione), comporta una diminuzione degli agenti di
protezione al mercurio, come la S-adenil-metionina, la cisteina, il GSH e le metallotioneine
[44, 245-247].

Miglioramento
dopo la rimozione dell’amalgama

Un significativo miglioramento della salute e
delle malattie di cui sopra (compresi

la sclerosi multipla e le altre
malattie autoimmuni) sono stati riportati dopo la rimozione dell’amalgama
(nella maggior parte degli studi con elaborate misure di protezione per ridurre
al minimo l’esposizione al mercurio) [68, 147, 149, 150, 159, 161, 217, 230,
233, 234, 248, 249, 250, 251].

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