Abstract: I metalli essenziali sono fondamentali per il mantenimento dell’omeostasi cellulare. Tra i 23 elementi che sono conosciuti avere funzioni fisiologiche nell’uomo, 12 sono i metalli, inclusi ferro (Fe) e manganese (Mn). Tuttavia, l’eccessiva esposizione a questi metalli può portare a condizioni patologiche, tra cui neurodegenerazione. Allo stesso modo, anche l’esposizione ai metalli che non hanno funzioni biologiche conosciute, come il mercurio (Hg), presenta grandi preoccupazioni per la salute. Questa recensione si concentra sui meccanismi neurodegenerativi e gli effetti di Fe, Mn e Hg. Lo stress ossidativo (OS), in particolare nei mitocondri, è una caratteristica comune di Fe, Mn e tossicità da Hg. Tuttavia, gli obiettivi primari molecolari che determinano OS sono distinti. Il ferro libero cationico è un potente pro-ossidante e può avviare una serie di reazioni che formano prodotti estremamente reattivi, come OH. Il Manganese può ossidare la dopamina (DA), generare specie reattive e alterare la funzione mitocondriale, con conseguente accumulo di metaboliti e si conclude con OS. Forme cationiche del Hg hanno forte affinità per i nucleofili, come ad esempio-SH e-SEH. Pertanto, esse hanno come bersaglio  tiolo e selenol-molecole con proprietà antiossidanti. Infine, affrontiamo le principali fonti di esposizione a questi metalli, i loro meccanismi di trasporto nel cervello, e le modalità terapeutiche per mitigarne gli effetti neurotossici.

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23266600

 

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