La contaminazione ambientale espone l’uomo a vari agenti metallici, tra cui il mercurio. Questa esposizione è più comune del previsto e le conseguenze sulla salute di tale esposizione rimangono poco chiare. Per molti anni, il mercurio è stato utilizzato in una vasta gamma di attività umane e oggi l’esposizione a questo metallo, sia da fonti naturali che artificiali, è significativamente aumentata. Molti studi dimostrano che l’esposizione al mercurio induce cambiamenti nel sistema nervoso centrale, potenzialmente causando irritabilità, stanchezza, cambiamenti comportamentali, tremori, mal di testa, perdita dell’udito e diminuzione cognitiva, disartria, incoordinazione, allucinazioni e morte. Nel sistema cardiovascolare, il mercurio induce ipertensione negli esseri umani e negli animali, il che ha conseguenze di ampia portata, comprese le alterazioni della funzionalità endoteliale. I risultati descritti in questo documento indicano che l’esposizione al mercurio, anche a basse dosi, compromette la funzionalità endoteliale e cardiovascolare. Di conseguenza, i valori di riferimento che definiscono i limiti per l’assenza di pericolo dovrebbero essere ridotti.

Link all’articolo originale:

http://www.hindawi.com/journals/bmri/2012/949048/

 

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