Un primo passo per la  protezione delle generazioni future

 Lo scorso mese (Ottobre 2013) ha avuto luogo a Minamata, in Giappone, il convegno internazionale sul mercurio il cui scopo era quello di trovare e firmare un accordo comune sulle emissioni di mercurio. L’accordo denominato “Minamata Convention on Mercury”, rappresenta una presa di coscienza globale della problematica dell’inquinamento da mercurio che nessun paese da solo può risolvere. Per la realizzazione di tale accordo, ci sono voluti ben 4 anni di lavori ed alla fine esso è stato firmato da più di 130 nazioni lo scorso Gennaio 2013. L’accordo prevede azioni e misure obbligatorie e facoltative per il controllo delle emissioni di mercurio da varie fonti, dall’eliminazione graduale del mercurio da certi prodotti e processi produttivi, alla restrizione dello scambio ed al divieto dell’estrazione.

Secondo il rapporto 2013 dello United Nations Environment Programme (UNEP), si stima che nel 2010 le attività industriali hanno immesso 1960 tonnellate di mercurio nell’atmosfera e minimo 1000 tonnellate nelle acque. Inoltre specifica che, dopo un periodo di stabilità delle emissioni tra il 1990 ed il 2005, le emissioni globali nell’aria potrebbero aumentare ancora in alcuni settori industriali. Anche se si bloccassero d’un colpo tutte le emissioni nel 2015, registreremo un decremento immediato del 30% che poi rallenterà notevolmente col passare del tempo. Ci vorranno circa 85 anni prima che il deposito di mercurio nell’atmosfera si dimezzi e quello presente negli oceani diminuisca di un terzo.

Ma, che cos’è il mercurio? Il mercurio è un elemento presente in natura, utilizzato in molti prodotti e processi industriali, dai termometri a particolari lampadine e marmitte catalitiche. Esso viene prodotto dalla combustione di combustibili fossili e dalla produzione di cemento ed alcuni metalli.

Le emissioni di mercurio possono anche viaggiare molto lontano dalla zona di emissione trasportate dai venti e dai mari. Tipicamente, gli essere umani sono esposti al metilmercurio ovvero al mercurio proveniente da prodotti ittici. Approfondite ricerche hanno dimostrato la tossicità del metilmercurio, come nel disastro di Minamata ed il caso simbolo di quell’evento, la famiglia Sakamoto.

Nel luglio del 1956 in un piccolo villaggio di pescatori vicino la città di Minamata, lungo la costa giapponese del mar Shinoranui, nacque la bambina Shinobu Sakamoto. I suoi genitori si accorsero subito che qualcosa non andava. A tre mesi ancora non riusciva a tenere la testa alta come gli altri bambini sani della sua età. All’età di 3 anni, ancora barcollava molto e non era in grado di camminare. Quindi, i genitori la ricoverarono in un ospedale vicino dove passò 4 anni in terapia per imparare a camminare, ad usare le sue mani ed ad eseguire altre funzioni base. Poco dopo, diversi medici le diagnosticarono una paralisi cerebrale. Da qual momento si cominciò a pensare che la situazione che si era venuta a creare era legata a qualcosa di più grande. Alcuni anni prima della nascita della bambina, ci fu una notevole moria di pesci ed altri animali marini nella baia di Minamata. Gli uccelli marini persero la capacità di volare ed i gatti stavano morendo dalle convulsioni che gli abitanti chiamarono “malattia della danza”. In seguito, due mesi prima della nascita della bambina, si registrò un malessere neurologico sconosciuto nelle famiglie di pescatori dell’area di Minamata. La misteriosa malattia che fu attribuita al pescato contaminato è stata diagnostica alla sorella maggiore di Sakamoto, Mayumi, ed ai suoi vicini di casa. Nel 1957, gli studiosi diedero un nome alla malattia: la malattia di Minamata. L’anno successivo, Mayumi, morì di questa malattia.

La causa di questa contaminazione è stata identificata nel metilmercurio che era stato scaricato nelle acque dalla locale industria chimica posseduta dalla Chisso Corporation. Nel 1962, molti di quei bambini a cui era stata diagnosticata la paralisi cerebrale sono stati riconosciuti affetti dalla malattia di Minamata congenita. Nonostante ciò, il governo giapponese non ha fatto nulla per fermare gli scarichi della Chisso o scoraggiare le persone dal mangiare pesce.

Il disastro di Minamata fu il primo evento di inquinamento da metilmercurio su vasta scala.  Altri piccoli eventi simili furono registrati in Niigata  nel 1965 e nell’Ontario canadese nel 1969.

Migliaia di sopravvissuti a tali eventi risentono ancora dei distrurbi neurologici, tremori, mal di testa, perdita di memoria e problemi visivi ed uditivi.

Il caso Minamata portò alla ribalta mondiale i devastanti effetti del mercurio, in particolare la sua potenziale neurotossicità soprattutto nei neonati e nei bambini.

Riassunto e traduzione ad opera di Cristina Meloni, Mineral Test®

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3801463/

 

 

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