Hiroshi Yasuda e Toyoharu Tsutsui

La Belle Vie Research Laboratory, 8-4 Nihonbashi-Tomizawacho, Chuo-ku, Tokyo 103-0006, Giappone

Pubblicato: 11 Novembre 2013

 Abstract: Le interazioni tra i geni e l’ambiente sono ora considerate come la spiegazione più plausibile per l’autismo. In questa recensione , riassumiamo i risultati di uno studio metallomico in cui sono state esaminate le concentrazioni di 26 oligoelementi nei capelli di 1.967 bambini autistici ( 1553 maschi e 414 femmine, di età compresa tra 0-15 anni di età ) , e discutiamo i recenti progressi nella comprensione dei ruoli che l’epigenetica ha negli squilibri minerali infantili nella patogenesi dell’autismo . Tra i 1967 soggetti , in 584 ( 29,7 % ) e 347 ( 17,6 % ) sono state trovate, rispettivamente, carenze di zinco e magnesio, e il tasso di incidenza della carenza di zinco è stata stimata al 43,5 % nei maschi e 52,5 % nei soggetti di sesso femminile di età compresa tra 0 e i 3 anni di età .

Al contrario , in 339 ( 17,2 % ) , 168 ( 8,5 % ) e 94 ( 4,8 % ) individui è stata rilevata un’elevata presenza di, rispettivamente,  alluminio, cadmio e piombo e nel 2,8 % o meno, dei casi di mercurio e arsenico . Alti livelli di metalli tossici sono stati più frequentemente osservati nei bambini di età compresa tra 0 ed i 3 anni di età , i cui tassi di incidenza sono stati del 20,6 % , 12,1 % , 7,5% , 3,2 % e 2,3 % , rispettivamente, per l’alluminio , cadmio, piombo , arsenico e mercurio.  Questi risultati suggeriscono che la carenza di zinco o magnesio e/o gli eccessi di metalli tossici possono essere critici ed indurre alterazioni epigenetiche nei geni e nei meccanismi di regolazione genetica dello sviluppo neurologico nei bambini autistici, e dimostrare che il fattore tempo ” finestra infantile ” è anch’essa fondamentale per lo sviluppo neurologico e, probabilmente, per la terapia . Per questo, l’analisi metallomica precoce può portare ad un precoce screening/valutazione ed un trattamento/ prevenzione dei disturbi dello sviluppo neurologico degli autistici.

Conclusioni

Questa panoramica dimostra come molti bambini con autismo soffrano di una carenza marginale o grave di magnesio e zinco e/o di eccessi di metalli tossici, e che questi disturbi minerali (squilibri minerali) nel corpo possono avere ruoli epigenetici importanti come i fattori ambientali nella patogenesi dei disturbi dello sviluppo neurologico. Inoltre, si suggerisce che vi è una finestra di tempo critico “finestra infantile” nello sviluppo neurologico e, probabilmente, per il trattamento e la prevenzione di tali disturbi. Nel prossimo futuro, l’introduzione di test clinici innovativi come l’analisi metabolomica e metallomica è da raccomandare per la diagnosi precoce ed il trattamento dei disturbi dello sviluppo neurologico.

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24284360

 

 

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