Metalli nella malattia di Alzheimer: una prospettiva sistemica.

Molti risultati di studi in vitro e su animali hanno evidenziato il ruolo importante svolto da specifici metalli, come rame, ferro e zinco nei diversi percorsi tossici sui quali la malattia di Alzheimer (AD) si sviluppa. I metalli sembrano mediare l’aggregazione e la neurotossicità della beta-amiloide (ABeta), il principale costituente delle placche amiloidi, comunemente visto in AD (1). Il legame tra i metalli e AD è stato per lo più studiato con una particolare attenzione per il loro accumulo locale in definite zone del cervello critiche per l’AD. Nella presente revisione si è invece affrontata la questione da una diversa prospettiva, quella  di una sistemica, piuttosto che locale, alterazione dello stato di rame e ferro. Questo punto di vista è supportato dai risultati di una serie di studi in vivo che dimostrano che le anomalie della omeostasi dei metalli correlano con i principali deficit e marcatori specifici di AD, come le proteine ABeta e Tau ​​nel liquido cerebrospinale. Questi risultati suggeriscono chiaramente che l’accumulo locale di metalli in aree cerebrali critiche per AD  dovrebbe essere visto in un contesto più ampio di alterazione sistemica dei metalli.

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Metals+in+alzheimer%27s+disease%3A+a+systemic+perspective

 

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