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Paziente di anni 49, femmina, al terzo ciclo di cura con il metodo Mineral Test®.
Nessuna terapia farmacologica in corso o pregressa.
La risonanza magnetica del 05/01/2016 rileva la “riduzione dimensionale delle principali lesioni di nuova comparsa nel controllo del 24 novembre del 2014.
Vi sono tre erronee dichiarazioni nel referto: 1) non è stato utilizzato alcun mezzo di contrasto, per rifiuto della Paziente. 2) non vi è una diagnosi definitiva di Sclerosi Multipla. 3) si riscontrano MIGLIORAMENTI nella capacità deambulatoria!

RMOP

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Paziente di anni 38, Sclerosi Multipla RR. Dopo due cicli di tre mesi di integrazione Mineral Test® la risonanza magnetica mostra la RIDUZIONE delle dimensioni delle lesioni cerebrali! “In particolare ……. che attualmente presenta un diametro massimo di circa SETTE millimetri. …..” mentre nella RM precedente il diametro della lesione era di DICIOTTO millimetri!
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Paziente di anni 35, Sclerosi Multipla RR. Dopo tre cicli di tre mesi di integrazione Mineral Test® la risonanza magnetica mostra la SCOMPARSA di LESIONI cerebrali e midollari!

” …. ho cominciato a star meglio dopo il primo ciclo…io avevo mal di testa quotidiani  terribili, rigidità muscolare, intestino immobile e quindi stipsi cronica…debolezza e stanchezza cronica…insomma ero uno straccio….dopo 3 cicli e allineamento dell’atlante questi sono i risultati…. avevo numerose lesioni encefaliche e 2 midollari alla prima risonanza ….”

Fontana_referto

Paziente di 32 anni, SM RR; EDSS 2,5. Dopo due cicli di tre mesi di integrazione Mineral Test la risonanza magnetica mostra la SCOMPARSA delle lesioni! EDSS 0 stabile dal 2007.

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Paziente affetto da SM PP (Sclerosi Multipla Primariamente
Progressiva) con EDSS 7,5/8 (scala di disabilità) trattato con cortisone fino
al 2005, poi con azatioprina. La RM (Risonanza Magnetica) del 30 Maggio 2005
evidenziava nuove lesioni. Dal Giugno 2005 inizia il percorso Mineral Test; il
mineralogramma dimostra una intossicazione da Mercurio, Piombo e
Alluminio. Attualmente ha concluso l’ottavo ciclo di integrazione. La
nuova RM, con e senza contrasto, del 23 Giugno 2011 (riportata di
seguito) non evidenzia lesioni attive nè nuove lesioni, confermando il
quadro delle precedenti RM. Praticamente la malattia è ferma dal 30 Maggio 2005 (ultima RM con peggioramento). Dal Giugno 2005 iniziava l’integrazione Mineral Test, con rapido e persistente beneficio, passando da un EDSS 7,5/8 (deficit deambulatorio totale) a 6/6,5 (deambulazione con doppio appoggio).

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Paziente affetto da SM PP (Sclerosi Multipla Primariamente
Progressiva) con EDSS 7,5/8 (scala di disabilità) trattato con cortisone fino
al 2005, poi con azatioprina. La RM (Risonanza Magnetica) del 30 Maggio 2005
evidenziava nuove lesioni. Dal Giugno 2005 inizia il percorso Mineral Test; il
mineralogramma dimostra una intossicazione da Mercurio, Piombo e
Alluminio. Attualmente ha concluso l’ottavo ciclo di integrazione. La
nuova RM, con e senza contrasto, del 23 Giugno 2011 (riportata di
seguito) non evidenzia lesioni attive nè nuove lesioni, confermando il
quadro delle precedenti RM. Praticamente la malattia è ferma dal 30 Maggio 2005 (ultima RM con peggioramento). Dal Giugno 2005 iniziava l’integrazione Mineral Test, con rapido e persistente beneficio, passando da un EDSS 7,5/8 (deficit deambulatorio totale) a 6/6,5 (deambulazione con doppio appoggio).
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Si informa che la Mineral Test, su richiesta, analizza anche il Gadolinio, senza alcun incremento di prezzo. L’indagine sul gadolinio è utile per tutti coloro che hanno fatto una risonanza magnetica con elemento di contrasto a base di questo minerale (per esempio i Pazienti con sclerosi multipla).
I nomi commerciali del prodotto nei paesi europei sono: Omniscan (gadodiamide), Magnevist (acido adopentetico sale dimegluminico ), MultiHance (acido gadobenico sale dimegluminico ), Gadovist (gadobutrolo ), Vasovist (gadofosveset ), Dotarem (acido gadoterico ), ProHance (gadoteridolo ), Primovist (acido gadoxetico disodico). I mezzi di contrasto contenenti gadolinio per la risonanza magnetica sono soluzioni acquose che si iniettano nell’organismo per migliorare la qualità dell’immagine ed avere una visione più dettagliata e per rilevare le lesioni attive nella sclerosi multipla. Servono per esaminare il cervello, la colonna vertebrale ed altre parti dell’organismo. E’ anche utilizzato per identificare la malattia arteriosa coronarica (malattia delle arterie del cuore ) che può condurre ad attacchi cardiaci. Omniscan è somministrato per iniezione endovenosa e la dose raccomandata per gli adulti è di 0,1mmol/kg peso corporeo. Il Gadolinio puro è molto tossico e viene quindi impiegato in forma chelata. Tuttavia questa forma è reversibile. Normalmente il mezzo di contrasto viene espulso dall’organismo tramite i reni. I pazienti con insufficienza renale però non riescono ad eliminare il gadolinio; in questo caso la chelazione di quest’ultimo viene meno, cioè si rompono i legami con le molecole complessanti, ed esso inizia a circolare nell’organismo nella forma Gd3+ causando danni di varia entità. Si pensa che il Gd3+ possa scatenare una fibrosi nei tessuti con cui viene a contatto e inoltre il Gd3+ è responsabile dell’insorgenza della malattia NSF: Fibrosi Sistemica Nefrogenica , conosciuta anche come Dermopatia Nefrogenica Fibrosante (NFD). Il rischio per lo sviluppo di questa malattia è maggiore anche nei pazienti che hanno avuto o che sono in attesa del trapianto di fegato. La NSF si sviluppa in un arco di tempo che va da alcuni giorni a parecchie settimane. I primi sintomi sono rappresentati dalla comparsa sulla pelle di chiazze rosse o brune o di papule. La pelle degli arti e qualche volta del tronco, si presenta ispessita e legnosa al tatto. Inoltre la superficie della pelle può assumere l’aspetto di una buccia d’arancia. I pazienti possono avvertire bruciore, prurito o acute fitte di dolore nelle zone colpite; le mani e piedi possono gonfiarsi e possono comparire lesioni a forma di vesciche. In molti casi l’ispessimento della pelle impedisce i movimenti delle articolazioni con la possibilità di contratture (un’incapacità ad allungare le articolazioni ) e immobilità. Altri organi potrebbero essere colpiti quali i polmoni, il fegato, i muscoli ed il cuore. In circa il 5% dei pazienti la malattia ha uno sviluppo molto rapido e progressivo, qualche volta con esito fatale. Anche i neonati ed i bambini fino ad 1 anno di età sono a rischio perché i loro reni non sono completamente sviluppati. Sulla base delle conoscenze disponibili, il Comitato Europeo di Farmacovigilanza ( il Pharmacovigilance Working Party o PhVWP), ha concluso che il bilancio rischio-beneficio della gadodiamide nei pazienti con grave insufficienza renale è negativo e che la gadodiamide non deve essere somministrata in questi pazienti o in quelli che hanno avuto o sono in attesa di trapianto di fegato. Su base cautelativa, il PhVWP ha raccomandato di inserire un’avvertenza alle informazioni del prodotto (riassunto delle caratteristiche del prodotto per i medici ed foglio illustrativo per i pazienti ) sull’uso della gadodiamide nei neonati a causa della loro funzionalità renale immatura. Il PhVWP ha anche raccomandato di inserire nelle le informazioni dei prodotti a base di gadolinio forti avvertenze sulla possibilità di insorgenza si NSF.

Ulteriori informazioni sulla NSF e sui mezzi di contrasto a base di gadolinio si possono trovare sui seguenti siti web:

Sul sito dell’AIFA
http://www.agenziafarmaco.it

Su: European Society of Urogenital Radiology (ESUR )
http://www.esur.org

Su: International Center for Nephrogenic Fibrosing Dermopathy Research (ICNFDR)
http://www.icnfdr.org

Paziente affetto da SM RR (Sclerosi Multipla Recidivante Remittente) con EDSS 2,5 (scala di disabilità) trattato con cortisone fino al 2008; da allora ha interrotto tutte le cure farmacologiche. La RM (risonanza magnetica) del 2008 evidenzia nuove lesioni attive. Dal Settembre 2009 inizia il percorso Mineral Test; il mineralogramma dimostra una intossicazione da Mercurio e Alluminio. Attualmente ha concluso il terzo ciclo di integrazione. La nuova RM, con e senza contrasto, dell’Aprile 2011 (riportata di seguito) non evidenzia lesioni attive nè nuove lesioni, ma addirittura una RIDUZIONE DELLE LESIONI preesistenti sia a livello encefalico che midollare.

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