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Gli oligoelementi hanno un impatto su numerosi processi fisiologici. Il monitoraggio dei livelli nell’organismo consente di rilevare non solo le loro carenze, ma anche diverse malattie. Lo scopo di questo studio è stato quello di confrontare i livelli di elementi essenziali (calcio, magnesio, zinco, rame, ferro, manganese) in capelli , unghie e siero sia di pazienti affetti da cancro della laringe che di persone sane. La determinazione dei sei metalli è stata effettuata con spettrometria di massa accoppiata induttivamente al plasma (ICP-MS) e spettrometria ottica ad emissione accoppiata induttivamente al plasma (ICP-OES). La concentrazione di elementi essenziali nei capelli ed unghie del gruppo di controllo era, dal punto di vista statistico, significativamente più alta rispetto al gruppo di pazienti con cancro della laringe. Nel caso del siero, sono state riscontrate differenze tra i pazienti e controlli per quanto riguarda il livello di tre metalli. I risultati delle principali componenti di analisi (PCA) hanno rivelato un forte e similare comportamento di un raggruppamento di elementi essenziali per i capelli e le unghie. I metalli non correlavano tra due materiali alternativi. Il presente studio ha indicato che, utilizzando il livello di elementi essenziali nei capelli ed unghie come base, è possibile distinguere pazienti oncologici da persone sane. I materiali alternativi sono indipendenti dall’omeostasi e sembrano quindi essere più utili nel rilevamento di malattie e carenze minerali nell’uomo rispetto ai materiali biologici classici, come il sangue.

Link all’articolo originale:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26004894

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La dipendenza da eroina è un grave problema sanitario e sociale che affligge le società di tutto il mondo. Le sue caratteristiche di creare dipendenza sono conosciute da migliaia di anni. Derivata dall’oppio, ottenuta dal papavero da oppio (Papaver somniferum), l’eroina crea estrema dipendenza . Approcci convenzionali per l’astinenza da eroina comportano l’uso di oppiacei sintetici o semi-sintetici, con o senza terapia comportamentale concomitante. Uno studio condotto a New York City nel 1960 ha dimostrato che dando crescenti dosi di sali di vitamina C (acido ascorbico) somministrati per via orale in acqua o succo di frutta durante l’astinenza, la vitamina C ha bloccato i recettori degli oppioidi nel cervello e ha attenuato i sintomi di astinenza, incoraggiando gli eroinomani a porre fine alla loro dipendenza da eroina. Nell 1978 un sopralluogo a Seattle, Washington, da parte di funzionari dell’Istituto Nazionale per l’abuso di droga e l’alcolismo (Nidaa) presso il National Institutes for Health (NIH), ha confermato la sua efficacia, ma l’agenzia fino ad oggi non è riuscita a fornire finanziamenti a sostegno di ulteriori ricerche su questa promettente modalità di trattamento. Nonostante i gravi effetti collaterali segnalati, nel trattamento della dipendenza da eroina prevalgono approcci farmaco terapeutici, con il sostegno Nidaa, mentre le terapie a base di nutrienti, che potrebbe contribuire a spezzare il ciclo della dipendenza, vengono ignorate.

Link all’articolo originale:
http://www.csom.ca/wp-content/uploads/2013/01/Attenuation-of-Heroin-Withdrawl-Syndrome-by-the-Administration-of-High-Dose-Vitamin-C-27.4.pdf

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