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L’adiposità viscerale è associata allo sviluppo di insulino-resistenza, questa condizione può contribuire allo sviluppo di anormalità metaboliche e malattie cardiovascolari. Diversi minerali giocano un ruolo essenziale nelle diverse funzioni metaboliche del corpo. Di conseguenza, in questo studio trasversale sono state analizzate le relazioni tra le concentrazioni minerali nei capelli e la resistenza all’insulina in 144 adulti coreani (71 soggetti con obesità viscerale e 73 soggetti sani come gruppo di controllo). L’obesità viscerale è stata valutata utilizzando l’analisi d’impedenza bioelettrica (BIA), mentre i livelli di resistenza all’insulina sono stati misurati utilizzando il modello omeostatico dell’indice di valutazione della resistenza all’insulina (HOMA-IR).  Il gruppo dei soggetti con obesità viscerale ha mostrato livelli di glucosio sierico (96.5 vs 91.0 mg/dL, P = 0.023), di concentrazione dell’insulina (4.78 vs 2.98 μIU/mL, P = 0.003),  e dell’indice HOMA-IR   (1.18 vs 0.64, P = 0.003) significativamente più elevati rispetto al gruppo di controllo di sani. Dopo aver aggiustato il risultato per l’età ed il sesso, si è riscontrata nel gruppo dei soggetti obesi una positiva correlazione tra i livelli di rame nei capelli e l’indice HOMA-IR (r = 0.241, P = 0.046), mentre vi è una negativa correlazione tra i livelli di cromo e selenio nei capelli e l’indice HOMA-IR (rispettivamente, r = -0.256, P = 0.034, and r = -0.251, P = 0.038). Pertanto, i livelli di cromo e selenio nei capelli dei soggetti con obesità viscerale sono inversamente associati con la resistenza all’insulina, mentre i livelli di rame  nei capelli sono positivamente associati con la resistenza all’insulina. Ciò ci suggerisce come il quadro dei minerali negli adulti con obesità viscerale può incidere nello sviluppo della resistenza all’insulina.

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24643468

 

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“I metalli tossici che prendiamo oggi” – ha spiegato il dott. Gerardo Rossi – “potrebbero dare malattie fra 30 anni! Per i metalli, infatti, non è la dose che fa il veleno. Anche ogni singolo atomo di metallo tossico fa il suo danno! Moltissime malattie esistenti vedono la loro causa proprio nei metalli tossici, ma ancora oggi se ne parla troppo poco! Nel 2010, l’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che il 25% di tutte le malattie esistenti è da addebit…are a intossicazione da metalli pesanti (24% dei decessi)”. Le sue scoperte sono nel segno di una generosità e di una umanità che si lasciano ammirare. I suoi studi di inestimabile valore. La sua area di competenza riguarda la medicina ambientale clinica, materia praticamente assente nel nostro paese tranne l’eccezione del centro studi Mineral Test sas di cui Rossi è fondatore.

Articolo completo:

http://www.altarezianews.it/2014/03/10/tirano-rilevare-i-metalli-tossici-nellorganismo-grazie-allanalisi-dei-capelli/

Abstract

Obiettivo

Valutare l’impatto che le concentrazioni di zinco nel siero hanno sulla prevalenza del respiro sibilante (asma, broncospasmo, affanno, ndt) in un campione di bambini ed adolescenti del nordest del Brasile.

Metodo di ricerca e procedure

Il presente lavoro è uno studio trasversale su 592 studenti di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, della scuola pubblica elementare di São Francisco do Conde, Bahia, nordest del Brasile. I rapporti sul respiro sibilante sono stati raccolti tramite l’utilizzo di un questionario della fase III del Programma sugli studi internazionali dell’asma e delle allergie nei bambini (ISAAC), tradotto in portoghese. La determinazione dei livelli di zinco nel siero è stata effettuata tramite spettrometria ad assorbimento atomico. Sono stati raccolti, per ogni partecipante, i dati sullo stato antropologico, sul livello di attività fisica, sullo sviluppo puberale e informazioni socio-economiche. Ai fini di valutare l’associazione tra questi due aspetti è stata condotta un’analisi di regressione logistica multivariata.

Risultati

L’8,6% degli studenti (CI95%: 6.30% – 10.9%) ha riferito di avere il respiro sibilante. Il livello medio (SD) di zinco è stato di 114 (22.9 μg/dL). I risultati dell’analisi di regressione logistica multivariata mostrano, dopo aggiustamenti, un’associazione positiva e significativa tra bassi livelli di zinco nel siero ed il respiro sibilante. Gli studenti con un livello di concentrazione di zinco più basso dalla media, presentano 1,9 volte circa di aumento del tasso di prevalenza del respiro sibilante (OR = 1.9; CI95% = 1.03 – 3.53).

Conclusioni

Il principale risultato di questo studio ci suggerisce come i livelli di zinco possano influenzare il rischio di avere il respiro sibilante nella tarda infanzia.

Link all’articolo originale:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0946672X14000182

 

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