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Questi video (prima e dopo il trattamento) mostrano l’efficacia, in diversi pazienti, del Protocollo Rossi (GR System = Global Rebalancing System ovvero “Metodo di riequilibrio globale”). I Pazienti sono affetti da sclerosi multipla (tranne all’ultimo video – deficit deambulatorio dell’anziano) ed hanno già effettuato il Mineral Test e completato almeno il primo ciclo di cura di tre mesi con integrazione minerale personalizzata. ATTENZIONE: tutti i filmati sono stati effettuati al PRIMO TRATTAMENTO!

http://www.youtube.com/user/TheGRSystem/videos

 

 

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Estratto da:

Trattato italiano di
medicina di Laboratorio
” – volume IX: “Diagnostica molecolare nella
medicina di laboratorio” a cura di C. Balestrieri et al. – Piccin nuova Libraria – Padova – 2009.

Capitolo 19. “Lipidomica
a cura di E.L. Iorio, C. Ferreri. (pp. 341 – 360).

La Lipidomica:
principi e razionale.

L’interesse […] nei confronti dei lipidi è andato crescendo
negli ultimi decenni, […] da quando si è cominciato a capire che queste
sostanze se da un lato rendono palatabili e, dunque, piacevoli al gusto, molti
alimenti, dall’altro, assunte in quantità eccessive, possono costituire, dato
l’elevato potere calorico e la suscettibilità – almeno di alcune di esse – ad
insulti di tipo ossidativo, una seria minaccia per la salute.

Alle dislipidemie (n.d.r.: qualsiasi condizione clinica
nella quale sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di lipidi),
infatti, è associata la patogenesi di gran parte delle malattie
cardiovascolari, la prima causa di mortalità nei Paesi industrializzati.

Fenomeni di perossidazione lipidica (n.d.r.: ossidazione delle
molecole lipidiche e quindi una loro degradazione che porta a malfunzionamento),
poi, sono implicati nella patogenesi delle numerosi condizioni morbose
associate allo stress ossidativo, dalla malattia di Alzheimer al morbo di
Parkinson, dalla steato-epatite (n.d.r.: malattia del fegato dovuta ad accumulo
di grasso anormale) al diabete mellito.

A queste vanno aggiunte le così dette “lipidosi” (n.d.r.:
patologie degenerative), come la malattia di Gaucher e quella di Niema-Pick, ad
ulteriore riprova del fatto che alterazioni del metabolismo lipidico possono
avere conseguenze disastrose sull’economia dell’intero organismo, proprio per
il coinvolgimento di quei distretti, come il sistema nervoso centrale, ove è
preponderante la presenza di questa classe di sostanze.

Di qui l’attuale orientamento verso uno studio sistemico dei
lipidi che risulti in grado di superare i rigidi canoni del passato – che
relegano i grassi a mera riserva energetica o componenti strutturali delle
membrane – per aprirsi ad un’interpretazione più dinamica delle funzioni di
questi come mediatori e modulatori biochimici. […] È in questo contesto che si
inserisce la lipidomica, la cui finalità è, appunto, quella di analizzare la
struttura, la funzione e le reciproche interazioni dei lipidi nei sistemi
biologici e, dunque, nel contesto del metabolismo, in condizioni sia
fisiologiche che patologiche.

[…] la lipidomica persegue l’ambizioso obiettivo di
“mappare” l’intero repertorio lipidico – il “lipidoma”, appunto” – di un
determinato organismo vivente.

Lo scopo è evidente: solo grazie all’identificazione
sistemica delle diverse migliaia di specie molecolari con cui i lipidi si
distribuiscono nelle cellule e nei tessuti sarà possibile monitorare le
variazioni qualitative e/o quantitative dell’assetto lipidico, in condizioni
basali e dopo situazioni stressanti, e, in definitiva, correggere le deviazioni
in senso patologico.

[…] con l’obiettivo finale di trarre uno specifico “profilo
lipidomico”, generalmente per classe di lipidi (fosfolipidi, lipoproteine,
etc.).

Riferendoci in particolare all’Uomo non v’è dubbio che il
sangue rappresenti il “materiale biologico” primario dal quale “attingere” per
valutare il metabolismo lipidico e individuare le eventuali “deviazioni” dalla
norma che dovessero verificarsi in caso di malattia.

Esso, infatti, rappresenta il fluido principale attraverso
il quale i grassi, introdotti attraverso l’alimentazione, vengono veicolati
nell’organismo alle varie sedi di utilizzo.

In tale ottica, fino a qualche anno fa, la fonte primaria (e
pressoché esclusiva) per lo studio dei grassi era considerata il plasma e ad
esso (o al siero) ci si riferisce ancora per le indagini di routine (dosaggio
del colesterolo, lipidogramma: n.d.r. “test di laboratorio per distinguere le
lipoproteine, che sono le sostanze che trasportano i lipidi nel sangue”, etc.).

Studi più recenti, tuttavia, hanno individuato anche nelle
cellule circolanti – principalmente globuli rossi e piastrine – una possibile
fonte biologica utile per valutare il metabolismo dei lipidi.

Così […] si può avere un’idea abbastanza precisa delle
complesse interazioni tra le varie classi e sottoclassi di questa grande
famiglia di sostanze biologiche attive (n.d.r.: i lipidi) focalizzando lo
studio sugli acidi grassi che, probabilmente, ne rappresentano la parte più
rilevante, almeno dal punto di vista quantitativo.

[…] nel plasma, tradizionale materiale biologico di partenza
per lo studio del metabolismo dei lipidi, solo una piccola parte degli acidi
grassi (8-10%) circola come tale: si tratta degli acidi grassi liberi veicolati
per lo più dall’albumina.

La rimanente quota, molto più consistente, è presente in
forma esterificata nelle 3 principali classi di lipidi plasmatici: i trigliceridi,
il colesterolo (esterificato) ed i fosfolipidi. Questi ultimi si aggregano tra
loro in vario modo per generare le varie classi e sottoclassi di lipoproteine
(principalmente HDL e LDL).

Nelle membrane delle cellule ematiche, principalmente globuli
rossi e piastrine, invece, gli acidi grassi sono parte integrante dei
fosfolipidi di membrana (n.d.r. “i mattoni” della membrana preposti ad
un’azione strutturale e regolatrice di tutti gli scambi cellulari necessari per
le funzioni vitali).

La “concentrazione” e la “distribuzione” degli acidi grassi
nelle varie frazioni lipidiche delle principali componenti del sangue –
“globuli” e plasma – sono il risultato di una serie di fattori o processi, quali
il regime dietetico, l’assorbimento intestinale, il metabolismo, gli scambi tra
i diversi compartimenti, il deposito e l’eliminazione (catabolismo). Tutti questi
processi, a loro volta, sono strettamente correlati, in maniera bi-univoca, con
lo stato di salute.

Infatti, se da un lato condizioni morbose (es. stati
infiammatori) possono provocare alterazioni qualitative e/o quantitative a
carico delle diverse frazioni lipidiche, dall’altro (e, forse, più spesso)
stili di vita non idonei (es. eccesso calorico) possono provocare alterazioni
del bilancio lipidico tali da compromettere lo stato di salute, fino alla
comparsa di patologie croniche quali l’aterosclerosi. Di qui la notevole
importanza della lipidomica degli acidi grassi del sangue in medicina
preventiva e in patologia umana in genere.

Un profilo lipidomico corretto presuppone un’adeguata scelta
del campione e, quindi, della popolazione cellulare che meglio si presti
all’analisi ed alla sua finalità […] una “cellula tipo” ovvero le cellule
mediamente più rappresentative in senso metabolico dell’intero organismo
(n.d.r.: il globulo roso).

[…] i requisiti fondamentali da rispettare sono:


il prelievo delle cellule da analizzare deve
poter essere eseguito nel soggetto senza il ricorso a procedure troppo invasive
(n.d.r.: un semplice prelievo venoso);


le cellule da testare devono presentare una
plasmalemma (n.d.r.: o membrana plasmatica) la cui composizione chimica, in
termini di acidi grassi, deve essere rappresentativa della stato generale
dell’organismo e, nel contempo, deve mantenersi stabile nel tempo, senza subire
modificazioni significative per effetto di situazioni contingenti o di breve
durata (n.d.r. appunto i globuli rossi “maturi” oltre i 90 dei loro 120 giorni
di vita media);


le informazioni ottenibili dall’analisi
qualitativa e quantitativa degli acidi grassi delle suddette membrane devono
fornire il maggior numero di indicazioni possibili sullo stato metabolico del
soggetto, anche in rapporto al suo stile di vita, alla sua alimentazione e ad
eventuali patologie concomitanti;


eventuali strategie (es. di tipo nutrizionale)
messe in atto per correggere deviazioni dalla norma del profilo lipidico delle
suddette membrane devono poter produrre variazioni nella composizione in acidi
grassi rilevabili con la stessa metodica entro intervalli di tempo definiti,
possibilmente non troppo lunghi.

[…] il profilo lipidomico degli acidi grassi delle membrane eritrocitarie
fornisce, anzitutto, una serie di informazioni sulla composizione degli acidi
grassi di membrana di maggior rilevanza biologica. Da questa analisi, possono
già scaturire alcune indicazioni di massima immediatamente traducibili in
ipotesi patogenetiche.

[…]. In conclusione, la funzionalità delle membrane
cellulari dipende strettamente dalla natura e dalla disposizione dei suoi
numerosi componenti e, in particolare, dalla composizione in acidi grassi.
Quest’ultima, a sua volta, è la diretta conseguenza di un adeguato
bilanciamento fra processi biosintetici e degradativi che, in condizioni
ordinarie, sono coordinati in modo tale da garantire una distribuzione
equilibrata dei vari componenti. In questo modo ogni membrana può svolgere le
funzioni alle quali è preposta.

Al contrario di una classica analisi lipidica, che si limita
a definire la natura e la quantità di lipidi presenti in un determinato
campione biologico, la lipidomica eritrocitaria parte da questi dati quali e
quantitativi per poi effettuare correlazioni tra le vie biosintetiche,
prendendo in considerazione le possibili influenze di attività enzimatiche e,
evidenziando, alla fine, possibili squilibri indotti da noxae (n.d.r.: agenti capaci di esercitare un effetto dannoso sul
corpo) endogene o esogene.

L’approccio lipidomico è, pertanto, dinamico, in quanto
consente di monitorare ed interpretare le trasformazioni che la membrana può subire,
a causa di eventi fisiologici e patologici, proprio perché questi – come lo
stress ossidativo- hanno inevitabilmente influenza sulla reale disponibilità
dei diversi tipi di acidi grassi presenti in quell’organismo.

La lipidomica, inoltre, consente di entrare nel merito del
metabolismo, gettando un ponte fra la struttura delle membrane e la nutrizione,
non in modo generico, ma in maniera fortemente personalizzata, in quanto sulla
base delle notizie raccolte sul paziente (tramite anamnesi e questionario
alimentare) essa esamina e cerca di razionalizzare la situazione creata dal
metabolismo soggettivo orientando quest’ultimo verso una condizione di
equilibrio, della quale l’organismo intero può avvantaggiarsi specialmente in
condizioni di stress.

Partendo dal principio che la membrana della cellula
continua ad esistere, entro certi limiti, anche se l’equilibrio fra le sue
componenti non è perfetto, una sua “”sofferenza” può rimanere ancxhe a lungo
silente, ovvero non tradursi in segnali clinici evidenti di malattia.

[…] In tale contesto, un profilo lipidomico eseguito a
cadenza annuale può efficacemente contribuire alla precoce identificazione di
possibili scompensi silenti e a mettere in atto le adeguate strategie di
correzione e di controllo d’efficacia, per il benessere cellulare ed una
migliore qualità della vita.

Da oggi La Mineral Test ha a disposizione un’innovativa
metodica di analisi: il “FAT profile®” per il “controllo” dei grassi (o lipidi)
in modo più efficace.
Il test “classico” e di routine analizza solo i principali
lipidi circolanti liberamente nel plasma: trigliceridi, colesterolo e fosfolipidi
HDL e LDL, questo è però un dato incompleto e soggetto a forti variazioni
legate all’alimentazione consumata di recente.
Posso avere un quadro più stabile e reale della situazione?
Come sono organizzati?
Sappiamo che, metabolizzati, hanno funzioni strutturali e di
regolazione di processi metabolici molto importanti ma sono in quantità giusta?
Sono in un rapporto corretto tra di loro in modo che tutto
funzioni al meglio?
Il “FAT profile®” è l’analisi dei grassi che formano la
membrana del globulo rosso: centro di tutti gli scambi gassosi
(ossigeno/anidride carbonica) in ogni parte del corpo.
Un suo regolare controllo significa “vigilare” sul buon
meccanismo di respirazione cellulare e quindi sul benessere della persona.
Ci sentiamo, pertanto, di consigliare il “Fat profile®” a tutti ma specialmente nei casi in cui il metabolismo lipidico gioca un ruolo importante: gravidanza, pazienti a rischio cardiovascolare, in caso di malattie neurodegenerative, fibrosi cistica, problemi dermatologici,
obesità; utilissimo anche per gli sportivi.
Il “Fat profile®” è un kit che vi invieremo a casa.
Al suo interno c’è tutto il necessario per prelevare il
campione di sangue e spedirlo al laboratorio di riferimento.
I risultati con i consigli specifici vi saranno comunicati
direttamente da noi.
Il costo è di 160,00 € tutto compreso.

Si informa che la Mineral Test, su richiesta, analizza anche il Gadolinio, senza alcun incremento di prezzo. L’indagine sul gadolinio è utile per tutti coloro che hanno fatto una risonanza magnetica con elemento di contrasto a base di questo minerale (per esempio i Pazienti con sclerosi multipla).
I nomi commerciali del prodotto nei paesi europei sono: Omniscan (gadodiamide), Magnevist (acido adopentetico sale dimegluminico ), MultiHance (acido gadobenico sale dimegluminico ), Gadovist (gadobutrolo ), Vasovist (gadofosveset ), Dotarem (acido gadoterico ), ProHance (gadoteridolo ), Primovist (acido gadoxetico disodico). I mezzi di contrasto contenenti gadolinio per la risonanza magnetica sono soluzioni acquose che si iniettano nell’organismo per migliorare la qualità dell’immagine ed avere una visione più dettagliata e per rilevare le lesioni attive nella sclerosi multipla. Servono per esaminare il cervello, la colonna vertebrale ed altre parti dell’organismo. E’ anche utilizzato per identificare la malattia arteriosa coronarica (malattia delle arterie del cuore ) che può condurre ad attacchi cardiaci. Omniscan è somministrato per iniezione endovenosa e la dose raccomandata per gli adulti è di 0,1mmol/kg peso corporeo. Il Gadolinio puro è molto tossico e viene quindi impiegato in forma chelata. Tuttavia questa forma è reversibile. Normalmente il mezzo di contrasto viene espulso dall’organismo tramite i reni. I pazienti con insufficienza renale però non riescono ad eliminare il gadolinio; in questo caso la chelazione di quest’ultimo viene meno, cioè si rompono i legami con le molecole complessanti, ed esso inizia a circolare nell’organismo nella forma Gd3+ causando danni di varia entità. Si pensa che il Gd3+ possa scatenare una fibrosi nei tessuti con cui viene a contatto e inoltre il Gd3+ è responsabile dell’insorgenza della malattia NSF: Fibrosi Sistemica Nefrogenica , conosciuta anche come Dermopatia Nefrogenica Fibrosante (NFD). Il rischio per lo sviluppo di questa malattia è maggiore anche nei pazienti che hanno avuto o che sono in attesa del trapianto di fegato. La NSF si sviluppa in un arco di tempo che va da alcuni giorni a parecchie settimane. I primi sintomi sono rappresentati dalla comparsa sulla pelle di chiazze rosse o brune o di papule. La pelle degli arti e qualche volta del tronco, si presenta ispessita e legnosa al tatto. Inoltre la superficie della pelle può assumere l’aspetto di una buccia d’arancia. I pazienti possono avvertire bruciore, prurito o acute fitte di dolore nelle zone colpite; le mani e piedi possono gonfiarsi e possono comparire lesioni a forma di vesciche. In molti casi l’ispessimento della pelle impedisce i movimenti delle articolazioni con la possibilità di contratture (un’incapacità ad allungare le articolazioni ) e immobilità. Altri organi potrebbero essere colpiti quali i polmoni, il fegato, i muscoli ed il cuore. In circa il 5% dei pazienti la malattia ha uno sviluppo molto rapido e progressivo, qualche volta con esito fatale. Anche i neonati ed i bambini fino ad 1 anno di età sono a rischio perché i loro reni non sono completamente sviluppati. Sulla base delle conoscenze disponibili, il Comitato Europeo di Farmacovigilanza ( il Pharmacovigilance Working Party o PhVWP), ha concluso che il bilancio rischio-beneficio della gadodiamide nei pazienti con grave insufficienza renale è negativo e che la gadodiamide non deve essere somministrata in questi pazienti o in quelli che hanno avuto o sono in attesa di trapianto di fegato. Su base cautelativa, il PhVWP ha raccomandato di inserire un’avvertenza alle informazioni del prodotto (riassunto delle caratteristiche del prodotto per i medici ed foglio illustrativo per i pazienti ) sull’uso della gadodiamide nei neonati a causa della loro funzionalità renale immatura. Il PhVWP ha anche raccomandato di inserire nelle le informazioni dei prodotti a base di gadolinio forti avvertenze sulla possibilità di insorgenza si NSF.

Ulteriori informazioni sulla NSF e sui mezzi di contrasto a base di gadolinio si possono trovare sui seguenti siti web:

Sul sito dell’AIFA
http://www.agenziafarmaco.it

Su: European Society of Urogenital Radiology (ESUR )
http://www.esur.org

Su: International Center for Nephrogenic Fibrosing Dermopathy Research (ICNFDR)
http://www.icnfdr.org

Il Mineralogramma (o Tissutal Mineral Analysis = TMA) è una analisi di laboratorio che si può effettuare su una piccola quantità di annessi cutanei (capelli,  peli pubici, unghie). Tale metodica è considerata equivalente ad un esame bioptico (biopsia = prelievo di un tessuto corporeo) ed è utilizzata per la determinazio­ne dei livelli minerali intracellulari. All’interno delle cellule si verificano tutte le reazioni chimiche che trasfor­mano gli alimenti in energia e che rendono possibile la vita, Queste reazioni chimiche avvengono se nell’organismo sono presenti alcuni minerali, anche se in quantità minima. (Per esempio il calcio, che è il mine­rale più rappresentato, raggiunge complessivamente i 28 g. in una persona del peso di 70 Kg; il Selenio, com­plessivamente circa 10 mg!).

La grande importanza dei minerali è dovuta al loro ruolo di catalizzatori; l’azione catalizzatrice, infatti, è in grado di produrre una accelerazione di migliaia di miliardi di volte della reazione chimica enzimatica; una carenza di minerali, provoca un rallentamento di pari valore.

Di solito, uno squilibrio minerale è rilevabile in presenza di una malattia, ma ancora più importante, è rilevabile molto prima della comparsa dei sintomi e segni clinici della malattia stessa. È evidente, quindi il ruolo che il Mineralogramma ricopre come mezzo di prevenzione. Infatti il TMA viene utilizzato anche come test di screening, che per definizione deve essere un esame semplice, rapido, ed a basso costo e che permetta la raccolta di molteplici dati ed informazioni.

Altra applicazione importantissima del Mineralogramma è la determinazione del livello dei metalli tossici (Piombo, Mercurio, Cadmio. Alluminio). L’Analisi Minerale Tissutale non viene utilizzata in caso di intossicazione acuta, ma è fondamentale nei casi, sempre più numerosi, di intossicazione subacuta o cronica. La tossicità di detti metalli è potenziata da un’eventuale carenza dei minerali essenziali (Calcio, Sodio, Potassio, Fosforo, Magnesio, Ferro, Zinco, Cromo. Manganese, Selenio, Rame); carenza, sempre più frequente, secondaria alla dieta con alimenti raffinati e preparati industrialmente e/o con alimenti coltivati in terreni poveri di minerali.

Negli ultimi anni, si è riscontrato un progressivo e costante aumento di casi che presentavano un eccesso di alcuni minerali essenziali. Nella maggioranza dei casi, ciò è dovuto all’eccessiva introduzione tramite l’abuso di prodotti polivitaminici – mineralici. L’organismo non tollera né le carenze né gli eccessi dei minerali; tali situazioni portano ad un alterato equilibrio funzionale, che spesso si esprime con patologie di difficile diagnosi.

Tali condizioni di alterato rapporto minerale non sono evidenziabili con le comuni analisi di laboratorio su san­gue ed urine.

Perché usare il capello?

Il metodo è semplice e incruento.

• Il capello non necessita di trattamenti particolari per la conservazione.

• I livelli dei minerali nei capelli sono 1O volte circa più alti che nel sangue.

• I capelli sono la sede di deposito dei vari minerali, compresi i metalli tossici.

• Solamente i capelli consentono un riscontro del livello minerale intracellulare.

Il Mineralogramma viene eseguito, dopo adeguata preparazione del campione pilifero, tramite la Plasma-induzione accoppiata (ICP-AES) che permette una lettura immediata e simultanea dei minerali ricercati

Una volta effettuata la lettura della quantità dei minerali trovati e dei loro rapporti, si ha la possibilità di correggere gli eventuali squilibri rilevati con opportune e varie terapie. Ripetendo il Mineralogramma ogni 6 mesi, si ha la possibilità di un effettivo riscontro del riequilibrio o meno dei minerali e dei loro rapporti.

Da ricordare che i minerali nutrizionali sono di fondamentale importanza per la funzionalità del Sistema Nervoso Centrale e Periferico, del Sistema Nervoso Autonomo (Simpatico e Parasimpatico), del Sistema Endocrino e infine per la maggior parte dei processi metabolici organici dove agiscono, come detto sopra, da catalizzatori o da componenti strutturali.

Una loro accurata indagine perciò ci può dare utili indicazioni su questi processi, ma possiamo anche ricavare informazioni sulle condizioni di STRESS, sulle POTENZIALITA’ ENERGETICHE, sulla predisposizione a malattie organiche o psicosomatiche e funzionali.

Si può asserire che, probabilmente, non esiste malattia alla quale non corrisponda uno squilibrio dei minerali.

Una forma di Anemia può essere causata da un alterato rapporto tra Ferro e Rame; altra possibilità è l’intossicazione sub-acuta e cronica da Piombo.

Inoltre l’eccessiva presenza di metalli tossici, quali Piombo o Mercurio, può essere la causa di Cefalea, provocata anche da un alto tasso di Ferro o di Manganese.

L’Astenia (senso di stanchezza, spossatezza) può essere conseguente ad un alterato rapporto fra Calcio e Potassio o fra Sodio e Magnesio.

Si potrebbe continuare con un lungo elenco di patologie (Artrosi, Artrite, Diabete, Ipertensione Arteriosa, Obesità, Malattie Cardiovascolari, Acne, Caduta dei capelli, Osteoporosi, Allergie, Fibromialgia, Tossicodipendenza, Alterazione del sistema immunitario, Alterazioni del sistema riproduttivo maschile e femminile, etc.…) ma la considerazione principale da sottolineare è che il Mineralogramma è un ulteriore strumento per la prevenzione e  per la tutela della salute a disposizione del medico.

SUGLI ANIMALI, SULLA ZOOTECNIA, SULL’AMBIENTE …

Il Mineralogramma permette inoltre un controllo, rapido ed a basso costo, dell’equilibrio minerale anche per gli animali domestici, per conoscere meglio lo stato di salute, per una più corretta alimentazione, per un pelo più bello etc..

È utilizzato da molti anni nella Zootecnia, con ottimi risultati sia sull’aumento della produzione che sulla qualità del prodotto finale, così come anche nella riproduzione della specie. L’utilizzo del Mineralogramma nella Zootecnia, oggi è di importanza vitale per presentare il prodotto finale sul banco dell’acquirente che chiede più garanzie e più certificazioni.

Il Mineralogramma è indispensabile soprattutto per il controllo dei metalli tossici negli alimenti (mercurio nel pesce, piombo ed alluminio nei cibi in scatola, etc.) sia animali che vegetali.

È indispensabile ed essenziale per un completo monitoraggio ambientale (acqua, suolo, vegetali, animali, uomo) con la possibilità di avere un quadro aggiornato sull’andamento dell’inquinamento dei metalli tossici e non, in tempi rapidi ed a basso costo.

La  Mineral  Test sas è una  società nata nel 2000 con lo scopo di effettuare direttamente  in Italia  l’Analisi  Minerale Tissutale  (Mineralogramma), eliminando così le difficoltà e le  problematiche  esistenti  nel fare  l’esame oltreoceano (USA).

Quindi, rapidità  nella risposta e accuratezza nella metodica. E cosa più importante, ciò ha offerto la possibilità di svolgere attività sperimentale che ha portato  ad  una lettura, o interpretazione, assai  diversa da quella  (basata sulla medicina  funzionale menetreriana) comunemente  adottata.

E’ nato così un nuovo metodo originale, ideato dal  Dott. Gerardo  Rossi  per l’applicazione pratica dei  risultati dell’Analisi Minerale Tissutale. I benefici ottenuti  dai fruitori di questa nuova ed esclusiva metodica sono molto incoraggianti ed hanno spinto la  Mineral  Test sas ad  incrementare l’attività di ricerca e  sperimentazione.

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