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“Una crescente evidenza indica che l’infiammazione del cervello è coinvolta nella patogenesi delle malattie neuropsichiatriche. I mastociti (MCS) sono situati nell’area perivascolare, vicino ai neuroni e alla microglia, primariamente nelle leptomeningi, talamo, ipotalamo e soprattutto nell’eminenza mediana. Il fattore di rilascio della corticotropina (CRF) viene secreto dall’ipotalamo sotto stress e, insieme con la neurotensina (NT), è in grado di stimolare MCs del cervello a rilasciare mediatori infiammatori e neurotossici che sconvolgono la barriera emato-encefalica (BBB), stimolano la microglia e causano infiammazione focale. CRF e NT sinergicamente stimolano MCs e aumentano la permeabilità vascolare; questi peptidi possono anche indurre i rispettivi recettori di superficie sui MCs che portano ad effetti autocrini e paracrini. Di conseguenza, MCs del cervello possono essere coinvolti nella patogenesi di “confusione mentale”, mal di testa e disturbi dello spettro autistico (ASD), che peggiorano con lo stress. CRF e NT sono significativamente aumentati nel siero di bambini ASD rispetto ai controlli normotipici rafforzando ulteriormente il loro ruolo nella patogenesi dell’autismo. Non ci sono trattamenti clinicamente efficaci per i sintomi principali di ASD, ma gli studi clinici pilota che utilizzano molecole naturali di antiossidanti e anti-infiammatori, riportano benefici statisticamente significativi.”

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25941080

 

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“L’ipotesi di un ruolo importante della flora intestinale nel mantenimento dello stato fisiologico del sistema gastrointestinale (GI) è supportato da diversi studi che hanno dimostrato una alterazione qualitativa e quantitativa della flora intestinale in un certo numero di malattie gastrointestinali ed extra-gastrointestinali. Negli ultimi anni è stata sollevata l’importanza della compromissione della flora intestinale nella patogenesi di patologie come autismo, demenza e disturbi dell’umore,.
La prova di alterazioni dello stato infiammatorio, evidenziate in disturbi come la schizofrenia, disturbo depressivo maggiore e disturbo bipolare, richiama fortemente l’alterazione del microbiota, suggerendo altrettanto fortemente un ruolo importante dell’alterazione del sistema gastrointestinale anche nei disturbi neuropsichiatrici. Fino ad ora, le evidenze disponibili mostrano che la compromissione della flora intestinale svolge un ruolo chiave nello sviluppo di autismo e nei disturbi dell’umore. L’applicazione di modulatori terapeutici della flora intestinale ai disturbi autismo e disturbi dell’umore è stato sperimentato fino ad oggi solo in contesti sperimentali, con pochi ma promettenti risultati. Una valutazione più approfondita del ruolo del microbiota intestinale nello sviluppo del disturbo dello spettro autistico (ASD), così come l’avanzamento dell’armamentarium terapeutico per la modulazione della flora intestinale sono necessari per una migliore gestione dei ASD e dei disturbi dell’umore.”

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26755882

 

Abstract

BACKGROUND/AIM: Lo studio è stato effettuato per determinare se ci fosse una differenza tra le concentrazioni, sieriche e nei capelli,  degli elementi traccia nei pazienti con malattia di Alzheimer (AD) a confronto con soggetti sani.

MATERIALI E METODI: Nel siero e nei capelli sono stati misurati i livelli di rame, selenio, zinco, magnesio, manganese e ferro mediante spettrometria di massa induttivamente accoppiata al plasma, in pazienti con AD e partecipanti sani, ed i risultati ottenuti sono stati confrontati statisticamente.

RISULTATI: La media dei livelli di selenio e zinco nei capelli di pazienti con AD era significativamente inferiore ai livelli trovati nel gruppo di controllo (P <0,05). Nei pazienti con AD era significativamente più alta la media dei livelli di rame e manganese nei capelli rispetto ai controlli. Non ci sono state differenze significative tra pazienti con AD e controlli sani in rapporto ai livelli di ferro e magnesio nei capelli (p> 0.05). I livelli degli elementi traccia nei capelli e nel siero (rame, selenio, zinco, magnesio, manganese e ferro) in pazienti con AD non hanno mostrato differenze significative secondo il “mini mental test scores” o il sesso (P> 0,05).

CONCLUSIONE: Alcuni livelli degli elementi in traccia possono cambiare nei pazienti con AD. Dato il carattere più permanente, l’analisi dei livelli di questi elementi nei capelli può essere superiore alle analisi del sangue.

“ … In conclusione, i nostri risultati dimostrano che alcuni degli elementi traccia, in particolare i livelli nei capelli di Cu, Se, Mn e Zn, possono cambiare nei pazienti con AD. Queste alterazioni possono suggerire un potenziale ruolo degli oligoelementi nella eziopatogenesi dell’AD. I risultati di precedenti studi hanno mostrato variazioni dei livelli di elementi traccia nel siero in pazienti con AD, e  noi abbiamo trovato alcune  differenze nelle concentrazioni di elementi in traccia dei capelli e del siero tra i pazienti con AD e gruppo dei sani. Questi risultati suggeriscono che i livelli di oligoelementi nei capelli potrebbero fornire più accurate informazioni sul livello degli oligoelementi in pazienti con AD. La normalizzazione di questi elementi può essere critica per lo sviluppo di strategie preventive e terapeutiche per l’AD. Valutazioni successive saranno utili nella comprensione dei ruoli esatti degli oligoelementi nella eziopatogenesi di AD. ….”

Link all’articolo originale:

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26738344

 

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